“Manareta”, omaggio al Piave

Il nome del locale di Candelù ricorda le gesta del bersagliere della Grande Guerra

La parete realizzata con i sassi del Piave, ma anche testimonianze fotografiche del fiume sacro alla patria e delle draghe di Candelù e della vicina Saletto. Curiosa la scelta del nome: un omaggio al bersagliere Giuseppe Voltarel, combattente della Grande Guerra. A descriverne le gesta è stato pure Emanuele Bellò, noto studioso di cose trevigiane. «Piccolo di statura e originario del nostro paesino, era solito utilizzare una “manera”, cioè una piccola ascia. Perciò, a tutti era noto come il “Manareta”. Prima di aprire il locale dieci anni fa, avevo chiesto a un discendente di poter far uso del suo nome», racconta l'oste Michele Carisi, che dietro al bancone lavora con le sorelle Roberta e Grazia. A incalzare la leadership provvisoria dell'osteria Tocchetto di Montebelluna, ecco appunto il Manareta di Candelù. Si trova in via Julia, al centro della frazione di Maserada. Suggestivi gli interni, caratterizzati dal forte legame con il Piave. Una classica hostaria, un bar diurno e frequentato in special modo all'ora di pranzo, quando si fa pure ristorazione, proponendo antipasti e primi. «Non abbiamo specialità particolari», prosegue Michele, che a Candelù gestisce pure un pub, «Siamo più bar che ristorante, ma a mezzogiorno, serviamo anche primi e secondi. Prima di cena, invece, serviamo gli aperitivi: spritz e cicchetti. I nostri clienti? Dai residenti di Candelù ad avventori di passaggio. Dagli operai in pausa pranzo ai giovani per l'aperitivo, passando per i pensionati del paese». Un punto di riferimento e un luogo di ritrovo. La graduatoria parziale vede il Manareta fra i locali più votati. Un motivo d'orgoglio: «Fa piacere, non pensavo, evidentemente qualche cliente amico deve averci dato una mano», aggiunge, «Si tratta di un'iniziativa simpatica, ma conosciamo il nostro bacino d'utenza, essendo soprattutto un punto di riferimento per la piccola Candelù». Ma il Manareta si distingue probabilmente da altre osterie per arredo e tipologie di materiale. Forse unico nel suo genere: «Grazie a un amico architetto, abbiamo voluto dar vita a una parete interamente composta da sassi del Piave. Ma tutti i materiali impiegati sono legati al nostro territorio. Abbiamo raccolto testimonianze fotografiche, anche d'epoca, per valorizzare il Piave e l'abitato di Candelù». Celebrando anche un noto combattente locale della prima guerra mondiale. La storia del Manareta, come tante altre storie “dietro al bancone”, che nelle prossime settimane, racconteremo, attraverso il nostro concorso. Toccherà a voi migliorare classifica e punteggio del vostro bar preferito. Già mille schede pervenute e un centinaio di bar in lizza. La battaglia è appena cominciata, il 15 maggio la prima estrazione dedicata ai lettori.

Mattia Toffoletto

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