La casa va all’asta, mamma e vedova chiede aiuto: «Affitti impossibili»

Nadia Lunazzi, 45 anni, è impiegata in uno studio a Mestre e ora cerca disperatamente un appartamento in affitto dove poter vivere con le sue figlie. Nel febbraio 2020 apre un bar con il marito, ma le chiusure della pandemia mettono in difficoltà l’attività lasciando debiti per i quali anche lei è responsabile  

Savina Trevisiol
Nadia Lunazzi
Nadia Lunazzi

Prima la morte del marito in un incidente stradale, poi i debiti di un’attività travolta dalla pandemia e infine la casa venduta all’asta. Nadia Lunazzi, 45 anni, di San Cipriano, è rimasta sola con due bambine di 9 e 10 anni e oggi cerca disperatamente un appartamento in affitto dove poter vivere con le sue figlie. Il 9 ottobre l’abitazione in cui vivono è stata aggiudicata all’asta e da allora è cominciata una corsa contro il tempo.

L’appello

«Non chiedo privilegi: chiedo una possibilità concreta di ricominciare», è il suo appello. Nadia lavora come impiegata in uno studio a Mestre, ma trovare un alloggio tra Casale, Roncade e dintorni alla portata delle possibilità economiche di una donna sola, si sta rivelando difficilissimo. Dietro quella richiesta c’è una storia iniziata sei anni fa.

Nel febbraio 2020 il marito Silvio Bernardi apre un bar a Mirano. Nadia firma come garante, convinta di sostenere un progetto che avrebbe garantito loro un futuro. Un mese dopo arriva il lockdown: le chiusure mettono in difficoltà l’attività lasciando debiti per i quali anche lei è responsabile. Mentre la coppia cerca di affrontare le conseguenze della pandemia, l’8 aprile 2022 arriva la tragedia. Silvio, 39 anni, muore in un incidente stradale lungo via Sant’Elena a Silea. Nadia perde il compagno e si ritrova con due figlie piccole da crescere, oltre agli impegni economici assunti firmando la garanzia.

La storia

«Ho dovuto affrontare il dolore di una perdita immensa e, allo stesso tempo, trovare la forza di andare avanti per loro», racconta. Continua a lavorare, cresce le sue bambine e intanto prova a rimettere ordine nei conti. Nel gennaio 2026 avvia una procedura di esdebitamento. Attualmente può disporre di 1.700 euro al mese, cifra che potrebbe aumentare quando avrà trovato una casa in affitto perché il pignoramento verrebbe ridotto.

Ma proprio la casa, ora, è il problema più urgente: quella in cui vive è stata venduta all’asta e gli affitti sul mercato sono troppo alti per uno stipendio solo. Nadia cerca vicino a Casale, dove le figlie frequentano la scuola. Dopo la morte del papà vorrebbe almeno risparmiare loro la perdita degli amici, delle abitudini e dei luoghi familiari. Con loro vive anche un cane lupo cecoslovacco a cui le bambine sono legate e che restringe ulteriormente le possibilità di affitto.

«Non si tratta semplicemente di trovare quattro mura. Si tratta di trovare una casa sostenibile, nella quale poter vivere insieme, senza dover rinunciare a un membro della nostra famiglia». Nadia riferisce di aver già informato della situazione il Comune, il sindaco e i servizi sociali. Chiede che si valuti un alloggio temporaneo, un intervento per l’emergenza abitativa o l’accesso all’edilizia pubblica, se ci sono i requisiti. Per ora, racconta, non ha trovato una soluzione. «Le mie figlie non hanno scelto le difficoltà economiche della nostra famiglia. Non hanno scelto di perdere il loro papà», dice.

E teme che debbano affrontare anche l’incertezza di non sapere dove andranno a vivere. Per questo si rivolge ai proprietari di immobili, alle associazioni e a chiunque possa indicarle una casa accessibile. Per Nadia trovare un tetto significa soprattutto permettere alle figlie di conservare un po’ della stabilità ricostruita dopo la perdita del padre. «Non posso smettere di cercare una soluzione». Chi può aiutarla può scrivere a nadialunazzi@gmail.com.

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso