Maltrattamenti e droga, il questore fa rimpatriare un 32enne albanese

Disposto l’accompagnamento coattivo alla frontiera per il pregiudicato residente a Treviso che aveva accumulato due condanne definitive nell’ultimo biennio ed è imputato in un processo per maltrattamenti contro i genitori

Un accompagnamento coattivo alla frontiera
Un accompagnamento coattivo alla frontiera

Nell’ambito dell’intensificazione delle operazioni di contrasto all’immigrazione irregolare, il questore di Treviso Alessandra Simone ha disposto l’accompagnamento coattivo alla frontiera di un cittadino albanese di 32 anni, pregiudicato per reati contro la persona e in materia di stupefacenti.

Il trentaduenne, residente a Treviso dal 2005, ha accumulato due condanne definitive nell’ultimo biennio per maltrattamenti in famiglia e droga.

A giugno 2023 l'ex coniuge, una connazionale trentenne, ha sporto denuncia alla Polizia di Stato raccontando anni di violenze fisiche e psicologiche, iniziate nel 2017. Per questo l’uomo è stato condannato a 2 anni di reclusione.

Ad agosto 2023, è stato arrestato in flagranza di reato con oltre 6 kg di marijuana, tre bilancini di precisione e altro materiale per il confezionamento della droga. Di qui la condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione.

Oltre a queste condanne, l’uomo è anche imputato per un ulteriore caso di maltrattamenti, questa volta nei confronti dei propri genitori.

Alla luce della sua pericolosità sociale, l’Ufficio Immigrazione della Questura di Treviso ha disposto la revoca del permesso di soggiorno e l’esecuzione del rimpatrio.

Nella giornata di venerdì 28 febbraio, il cittadino albanese è stato scortato dalla Polizia di Stato all’Aeroporto Canova di Treviso, da dove è stato imbarcato su un volo per l’Albania.

 

 

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso