Maciste, lo spettro del dolo «Noi rovinati, danni ingenti»

A 24 ore dal furioso incendio che ha distrutto buona parte del deposito della ditta Maciste Sgomberi, s’infittisce il mistero sulle cause del rogo. Gli accertamenti, affidati al Nucleo radiomobile dei carabinieri di Padova, proseguono a ritmo serrato. E aleggia il sospetto del gesto doloso.
Gli inquirenti non si sbilanciano, un’intera giornata di analisi sulla scena di via Madonnetta non è bastata a fugare ogni dubbio, ma i punti di innesco individuati sarebbero due. Per tutta la notte i vigili del fuoco hanno presidiato affinché eventuali focolai non riprendessero a bruciare e dall’alba hanno cominciato a smassare i materiali per agevolare i rilievi tecnici.
Lunedì le fiamme hanno divorato due capannoni del grande deposito, in entrambi sarebbero state trovate tracce compatibili con l’origine del rogo, distanti una decina di metri una dall’altra. A mettere in discussione l’ipotesi del guasto o del corto circuito.
Allora è dolo? Questa tesi del dolo trascinerebbe una serie di ulteriori indagini, ma il primo a dirsi all’oscuro di tutto è lo stesso titolare della Maciste, il trevigiano Giampaolo Breggion. Ieri è stato nuovamente ascoltato dai carabinieri, e all’uscita, era ancora fortemente scosso: «Gli inquirenti dicono che servirà tempo per tutti gli accertamenti», ha detto, «Non so capacitarmi dell’accaduto. Abbiamo perso i capannoni, la merce: dobbiamo contare i danni, altra operazione lunga e dolorosa».
Si parla già di diverse decine di migliaia di euro, fra strutture ridotte a scheletri inceneriti e centinaia di mobili, quadri, pezzi d’arredo che la ditta stoccava per i clienti in attesa di traslochi e smaltimenti.
E a peggiorare la situazione il fatto che il materiale non fosse assicurato. Unici superstiti della furia rovente del fuoco sono stati i veicoli aziendali: «Almeno quelli si sono salvati, ma per il resto, abbiamo perso tutto» commenta amareggiato Breggion.
Quel che è sicuro è che al momento dell’incendio in quell’area non doveva esserci nessuno, i pochi vicini hanno raccontato di essersi resi conto di quanto accadeva solo alla vista delle fiamme. —
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