Lupi, torna la paura in Cansiglio: «Mancano i cani a tutela delle greggi»
I lupi si sono ripresentati, mercoledì 19 agosto, presso il recinto dell’allevamento del villaggio cimbro de Le Rotte. Sono stati visti alle 7.30 girovagare nelle vicinanze, mentre cercavano altre pecore

I lupi si sono ripresentati, mercoledì 19 agosto, presso il recinto dell’allevamento del villaggio cimbro de Le Rotte, in Cansiglio. Sono stati visti alle 7.30 girovagare nelle vicinanze. Cercavano altre pecore. Quelle rimaste dall’assalto nella notte tra lunedì e martedì 18 agosto erano invece state sfollate da Abramo Dell’Antonia, l’allevatore di Fregona.
Recinti per i cervi
«Per sicurezza le avevo portate a valle. Il sacrificio di 30 capi», dice, «mi pare più che sufficiente». Certo è che adesso è ritornata la paura sulla piana: sia tra i numerosi allevatori che fra i turisti.
«I recinti in dotazione sono quelli installati contro i cervi», spiega Dell’Antonia, «quindi con ampi spazi tra un filo di ferro e l’altro. E non tutti sono elettrificati». «Ma il vero problema», obietta Zaccaria Tona, presidente della cooperativa Fardjna, che gestisce il consorzio della pecora alpagota, «è che in Cansiglio mancano cani da guardiania, che, si sa, costituiscono l’elemento di deterrenza più efficace contro i carnivori».
Il recinto è importante, sempre che sia elettrificato, ma non è sufficiente. «Il lupo, animale molto intelligente, se scopre se non c’è l’ostacolo del cane, non ha certo timore della scossa che gli può derivare da un filo attraversato dalla corrente. Riesce benissimo a saltare la recinzione anche se è di un metro e 60 cm, casomai s’arrampica sul palo di ferro che la sostiene. Semmai ha qualche difficoltà ad uscire, magari dopo che si è ben rimpinguato», afferma Tona che invita, dunque, gli allevatori che ne hanno la condizione ad acquistare, attraverso il contributo della Regione, non solo la recinzione, ma anche i cani.
Il gregge
Sulla montagna sopra il Cansiglio sta pascolando un gregge di 600 pecore, condotto da un pastore cinquantenne e da un giovane di 20 anni, che fino ad oggi sono riusciti a proteggere il loro patrimonio con una recinzione elettrica per le pecore e poi con un’altra, più ampia, per ben 8 cani per cui il lupo prima di raggiungere gli ovini deve necessariamente vedersela con le sentinelle a quattro zampe.
«I cani? Come possiamo tenerli» si chiede Milo Veronese, presidente dell’Associazione allevatori, «se nei nostri prati entra chi passeggia e chi va in bici, pur essendo vietato? Se una persona viene azzannata, rischiamo di essere coinvolti nella responsabilità». E Dell’Antonia: «Non posso farlo sicuramente io che confino con un’attività di ristorazione particolarmente frequentata».
Le istituzioni
Giacomo De Luca è sindaco di Fregona. «L’allarme è forte e sta crescendo perché le predazioni di una quarantina di pecore, in soli due attacchi sulla Piana del Cansiglio e sul monte Pizzoc», afferma, «fanno seguito a quelle avvenute a Vittorio Veneto e, tempo fa, a Sarmede. Vuol dire che i branchi di lupi sono affamati, probabilmente non trovano più cervi».
Il tema più assillante è quello dei lupi confidenti, quelli che si avvicinano ai paesi. Il presidente di Fardjma ha scritto, ancora la primavera scorsa, alla Regione Veneto denunciando la presenza insistente di due di questi lupi e, quindi, chiedendo il loro allontanamento se non l’abbattimento, interpretando la disponibilità data dall’Istituto Ispra.
«Ispra consente alle Regioni di procedere, previa autorizzazione, se riconosce questo pericolo, sulla base di documentazione puntuale. Bene, noi abbiamo presentato il dossier necessario. L’assessorato regionale di competenza» fa sapere Tona, «ci ha assicurato che ci convocherà entro agosto».
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