L’ultimo sorriso di Elvina, amica dei pazienti fragili di Conegliano

Assistente sociale dell’Ulss 7, pochi mesi fa aveva ricevuto il Premio Civilitas di Conegliano per il suo impegno per i malati di Alzheimer. Il dolore di Benazzi e di Zambon

CONEGLIANO. «Era una persona generosa, che si è sempre adoperata per gli altri»: così ricordano Elvina Bernardi, 63 anni, i colleghi dell’ex Ulss 7 che hanno lavorato per tanti anni al suo fianco. Elvina, Premio Civilitas nel 2016, si è spenta mercoledì in ospedale, dove un breve ricovero. La malattia, che lei ha sempre combattuto senza mai perdere né il sorriso né la sua infinità disponibilità, l’aveva colpita un paio d’anni fa. Elvina lascia il marito, Antonio Meneghetti, e due figlie, Marta e Sara. I funerali si sono svolti ieri pomeriggio nel Duomo a Conegliano, città dove abitava con la famiglia.

Elvina era arrivata all’Ulss il primo aprile del 1999, dopo aver lavorato alle dipendenze del Comune di Conegliano. Inizialmente ha svolto l’attività di assistente sociale presso il servizio Disabilità Età Adulta, poi era passata al Servizio Sociale Ospedaliero e, successivamente, al Distretto. «Una persona eccezionale, prima ancora che una validissima dipendente della nostra azienda – la ricorda il direttore generale Francesco Benazzi – si è sempre presa carico delle situazioni più difficili in ambito sociale, e un’attenzione particolare l’aveva dedicata ai malati di Alzheimer. Era sempre disponibile, quando si trattava di prendersi cura di qualcuno, o di affrontare un caso complesso, anche oltre l’orario di servizio».

L’anno scorso la meritata passerella al Premio Civilitas, dove era stata premiata proprio per il suo generoso modo di donarsi alla comunità. “Ha sempre lavorato credendo pienamente nella persona, nei suoi valori, indipendentemente dalla cultura, ceto sociale, razza e religione”, si legge nelle motivazioni del suo Premio della categoria “Civiltà nella Comunità”.

Lo scorso novembre, al Teatro Accademia, sede della cerimonia di premiazione, per Elvina era arrivato questo importante riconoscimento di un impegno molto apprezzato da colleghi e pazienti. «Sì, era una persona davvero straordinaria, che ha dedicato nonostante i problemi di salute dell’ultimo periodo tutta se stessa al sociale - è il ricordo del sindaco di Conegliano Floriano Zambon - nell’ambito del Comune di Conegliano si era occupata dei servizi sociali. Indubbiamente si tratta di una persona che ha lasciato il segno, come dimostrato non solo dal premio Civilitas, ma anche dalle tante segnalazioni spontanee di cittadini che erano arrivate per il suo nome e hanno convinto la giuria».

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