L’ombra di Morgan e il riff “perduto” dei Bluvertigo

Per i primi due pezzi si è vissuta un’illusione: “Allora sono tornati veramente come negli anni ‘90”. E invece no. Al terzo pezzo tutto già tutto era come se l’aspettava chi aveva incrociato Morgan in giro per l’Italia negli ultimi anni. I Bluvertigo hanno dato l’impressione di passare per la Dogana quasi per caso: erano lì, hanno imbracciato gli strumenti e si sono messi a suonare i vecchi pezzi.
Con meno voce, meno voglia, meno grinta. L’impressione dal pubblico è che i tre Sergio, Andy e Livio ce la possano anche fare. Ma poi arriva Morgan, che va per i fatti suoi, dimentica i testi, salta qualche verso per riprendere fiato, allunga i riff e non manca il solito teatrino sul detto e non detto: “Questo pezzo lo abbiamo fatto con poche piste. Solo quattro. Sono sempre poche le piste».
Andy gli fa quasi da balia. Quando Morgan sbaglia riff (i due nella foto), lo richiama e gli indica la batteria. Morgan allora si gira incrocia lo sguardo di Sergio e capisce che sta suonando altro e riprende il filo. Ma un aiuto è servito anche dal backliner. Morgan scende dal palco, e non riesce più a risalire. Il collaboratore lo prende per un braccio e lo riporta al microfono. Peccato. Teniamo il ricordo di quello che sono stati. (f.c.)
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