Lo Iov pronto a collaborare per alleggerire Montebelluna

castelfranco
L’Istituto oncologico veneto (Iov) di Castelfranco si dice pronto a collaborare con l’Usl di Marca per alleggerire la pressione sull’ospedale di Montebelluna, giudicata «insostenibile» dal sindacato dei medici ospedalieri trevigiani Anaao-Assomed che ieri, all’incontro con i vertici dell’Usl 2, ha chiesto a gran voce che il Veneto diventi zona rossa per fare in modo che i reparti possano reggere l’emergenza sanitaria.
IL CASO MONTEBELLUNA
La situazione più critica riguarda il San Valentino di Montebelluna sul quale gravano tutti i pazienti Covid dell’ex Usl 8, visto che il San Giacomo di Castelfranco (dove convivono Iov e Usl 2) rimarrà Covid-free per evitare pericolose commistioni con i malati oncologici. Lo smantellamento della Chirurgia traumatologica trasferita da Castelfranco a Montebelluna come voluto dalla Regione per l’insediamento dello Iov a Castelfranco sta mandando in tilt le sale operatorie montebellunesi. «Al San Valentino non riusciamo più a operare i pazienti fratturati per l’impegno Covid delle Terapie intensive» ha denunciato il segretario di Anaao-Assomed Treviso Pasquale Santoriello. L’azienda sanitaria sta quindi dialogando con lo Iov per trovare una soluzione. Il direttore generale dell’Usl, Francesco Benazzi, ha chiesto al suo omologo dello Iov, Giorgio Roberti, di avere due sedute operatorie a settimana per operare a Castelfranco l’utenza del San Valentino con traumi ortopedici.
SOLUZIONI AL VAGLIO
«Siamo sempre stati molto collaborativi con l’Usl 2 e siamo pronti a dare una mano» risponde il direttore Roberti. Entro i primi di dicembre verrà definita la strategia. Pur prendendo in considerazione l’ipotesi del “prestito” di 2 giornate operatorie a settimana all’Usl di Marca, lo Iov proverà a sondare e proporre anche altre opzioni. «Le sedute ortopediche e traumatologiche sono un’ipotesi» prosegue Roberti «che deve però tenere conto del fatto che questa attività è stata concentrata su Montebelluna e ad oggi a Castelfranco non abbiamo attrezzature e personale per farla». Se la cosa andasse in porto bisognerà quindi prevedere l’invio di sanitari dell’Usl, una serie di adeguamenti tecnici e il ripristino di apparecchiature chirurgiche.
le altre ipotesi
Il dg dello Iov ipotizza un’alternativa. «Potremmo alleggerire Montebelluna lasciando lì gli interventi ortopedici e allargando su Castelfranco la Chirurgia generale e la Ginecologia». Al vertice con l’Usl di Marca il sindacato Anaao-Assomed è tornato a ribadire la necessità di sgravare Montebelluna. «Ieri mattina siamo arrivati a contare 125 pazienti Covid, abbiamo chiesto di aumentare l’attenzione sui percorsi puliti e sporchi, visto il traffico di letti. E per tutto il personale sanitario dell’Usl chiediamo il tampone molecolare anziché l'antigenico». Il dg Benazzi risponde: «Stiamo alleggerendo Montebelluna e per lo screening sul nostro personale continueremo con l’antigenico, ma attendiamo che si esprima il Ministero al riguardo dopo la richiesta avanzata dalla Regione Veneto». —
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