Litiga per il parcheggio: viene presa per il collo
Aggredita a Treviso dal cliente di un negozio in via Monfenera: sette giorni di prognosi. Il tutto è avvenuto davanti alle figliolette della vittima di 8 e 6 anni

Un diverbio nato per una manovra in un parcheggio è degenerato in un’aggressione davanti a due bambine di otto e sei anni, figlie della vittima della violenza: è quanto racconta Angela Maggi, 34 anni, protagonista dell’episodio avvenuto nel pomeriggio di giovedì 17 giugno in viale Monfenera a Treviso.
Secondo la sua ricostruzione, tutto sarebbe iniziato quando un suv Audi si è fermato al centro della piazzola di manovra del parcheggio condominiale dove abita, per consentire a un passeggero di entrare in una gastronomia lungo la via, impedendole di raggiungere il proprio posto auto.
L’aggressione
«Vede benissimo che sono dietro, con la freccia, e che mi impedisce di salire. C’erano molti stalli liberi dove fermarsi, ma è rimasta lì», racconta la donna.
Dopo aver suonato il clacson perché si trovava parzialmente sulla carreggiata e non riusciva ad accedere al parcheggio, la conducente si sarebbe spostata con difficoltà permettendole di salire e parcheggiare, ma sarebbe rimasta comunque nella piazzola. Una volta scesa dall’auto insieme alle figlie, Angela Maggi avrebbe manifestato il proprio disappunto scuotendo la testa.
«Ero seccata e innervosita dalla mancanza di educazione», spiega. Da lì sarebbe nato un acceso scambio di parole con gli occupanti del suv.
A quel punto, sempre secondo il suo racconto, l’uomo appena sceso dal mezzo si sarebbe avvicinato minacciandola con la frase «ti spacco la faccia» e l’avrebbe afferrata per il collo davanti alle due bambine.
La denuncia
Immediata la chiamata alle forze dell’ordine.
«Le mani al collo per me sono un trauma pesante. Davanti a due bambine, non mi capacito», racconta la donna. «Sono davvero disgustata».
La madre spiega di non essere riuscita a formalizzare subito la denuncia perché sola con le figlie: «La polizia ha già tutti i dati, devo solo andare a formalizzarla con il referto del pronto soccorso», aggiunge.
La donna si è infatti fatta visitare in ospedale, dove le sono stati riconosciuti sette giorni di prognosi.
«Non riesco ancora a credere a quanto è successo», conclude.
Gli agenti avrebbero già raccolto tutti gli elementi necessari per risalire alle persone coinvolte, che ora proseguirà con la denuncia formale da parte della donna. La stessa Maggi spiega di aver deciso di rendere pubblica la vicenda anche per invitare a non sottovalutare episodi che possono degenerare improvvisamente.
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