«Linda come S. Francesco» Una folla per l’ultimo ciao

CONEGLIANO. «La morte ci riconsegna la vita in una maniera diversa. Linda non è morta ma vive ancora in un'altra dimensione. E noi un giorno potremo incontrarla». Sono parole di speranza, quelle proferite dal parroco di Parè, don Michele Maiolo, ieri al funerale di Linda Sant, la quindicenne morta per leucemia all'ospedale di Padova.
Troppo piccola la chiesa dedicata alla Beata Vergine Maria di Fatima, per contenere le centinaia di persone, che hanno voluto esprimere il proprio addio a Linda, stringendosi in un tenero abbraccio intorno alla mamma Barbara, al fratello Davide, al nonno Bruno, alla zia Maria e ai parenti.
LE LACRIME DEI COMPAGNI DI SCUOLA. Al funerale c'erano persone di tutte le età, amici, studenti ed insegnanti del liceo artistico statale “Bruno Munari” di Vittorio Veneto che Linda frequentava, ex studenti delle scuole medie “Brustolon” di Conegliano, insegnanti della scuola primaria di Rua di Feletto colleghe della madre, i componenti del Piccolo Coro MdG di cui faceva parte, tanta gente che avevano conosciuto il sorriso di Linda. C'erano anche i medici del reparto di oncologia-ematica dell'ospedale di Padova. Sull'altare, fra i celebranti anche l'emerito monsignor Fausto Scapin e il vicario don Marco Dal Magro. La bara di colore chiaro, adagiata sul pavimento della chiesa, era coperta da una vivacità di fiori colorati. Una celebrazione accompagnata dai canti del coro parrocchiale, tra cui “Fratello Sole, Sorella Luna” del sacerdote francese Jean-Marie Benjamin su musica di Riz Ortolani, che con la voce di Claudio Baglioni divenne colonna sonora del film su San Francesco d'Assisi di Franco Zeffirelli.
COME IL SANTO. Don Michele ha richiamato l'analogia con San Francesco perché Linda amava gli animali. Il suo cuore semplice, il suo spirito artistico e il suo dolce sorriso, erano proprio dettati dallo stile del santo di Assisi: «Linda è salita al cielo nel giorno di San Francesco. Non è una coincidenza l'amore per la natura che li accomunava. Se crediamo che ogni creatura è creata dalle mani di Dio, dobbiamo amare la natura. E Linda amava il Creato. Ci ritroveremo un giorno con Linda e ci racconteremo ciò che abbiamo vissuto. Linda era così, limpida come l'acqua, con il cuore puro, con gli occhi di chi sa contemplare».
CREATIVITA' E ALTRUISMO. Infine, sempre nell'omelia il parroco ha tratteggiato la sua indole artistica: «Linda amava l'arte, con la capacità di fare con le mani le cose migliori. Linda aveva l'amore per l'arte e sapeva creare emozioni: lei infatti sapeva guardare la vita in maniera diversa. E parlare della vita significa parlare del bene. Linda ha vissuto tutti i suoi giorni e il suo cuore ha battuto fino alla fine, anche se non si capiva come avesse potuto farlo. Lei ha desiderato fino in fondo vivere la vita».
Il canto “Resta qui con noi”, fra la commozione incontenibile dei presenti, ha concluso la celebrazione. Fra gli interventi, la lettera scritta dagli studenti del Liceo artistico “Munari” ha fatto risaltare l'animo sensibile e altruista di Linda.
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