Operai in nero e cantieri insicuri: sospese cinque aziende nel Trevigiano
Controlli dei carabinieri del Nil tra edilizia e agricoltura: trovati lavoratori senza tutele, ponteggi non a norma e gravi violazioni sulla sicurezza. Multe per circa 200 mila euro a 21 aziende

Proseguono i controlli da parte dei carabinieri del Nil (Nucleo Ispettorato del Lavoro) di Treviso per contrastare il fenomeno del “caporalato”, verificare la regolare occupazione dei lavoratori e garantire il rispetto della normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Le verifiche hanno interessato principalmente l’edilizia ma anche il settore agricolo.
Durante i controlli effettuati a Volpago del Montello e Sernaglia della Battaglia è scattata l'immediata sospensione per 3 aziende edili: nei rispettivi cantieri le attività procedevano in assenza del piano operativo di sicurezza (Pos), documento cruciale per la tutela dei lavoratori in un settore delicato come quello dell'edilizia.
A Motta di Livenza, invece, è stata interrotta l’attività di una ditta che utilizzava un ponteggio inidoneo, esponendo il personale a un grave rischio di caduta nel vuoto. Provvedimento analogo a Carbonera, dove i dipendenti lavoravano in quota sul tetto di un’abitazione senza alcun dispositivo di protezione.
Le irregolarità, tuttavia, non hanno riguardato solo il settore edile: sempre a Sernaglia della Battaglia è stata sospesa un’azienda agricola, il cui datore di lavoro non aveva redatto il documento di valutazione dei rischi (dvr). Infine, le ispezioni in due cantieri a Spresiano e Treviso hanno portato all'individuazione di due operai (addetti a muratura e carpenteria) impiegati "in nero", sprovvisti di qualsiasi copertura previdenziale o assicurativa. Anche in questo caso le attività d'impresa sono state bloccate e i lavoratori allontanati in attesa della necessaria regolarizzazione.
I controlli effettuati anche ad Arcade, Giavera del Montello, Castelfranco, Volpago del Montello e Oderzo hanno permesso di accertare numerose violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con 21 aziende risultate inadempienti. Tra le principali irregolarità contestate figurano l’omessa sorveglianza sanitaria, la mancata formazione dei lavoratori in materia di sicurezza e la mancata designazione della squadra di addetti alla gestione delle emergenze.
Complessivamente sono state irrogate sanzioni e ammende per circa 200.000 euro.
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