Dodici giri del mondo per la solidarietà: Lilt di Treviso da record

Il servizio trasporto ha percorso 477 mila km con 613 pazienti. Rinnovato l’accordo con Ulss 2: fondi per oltre 60 mila euro. Impiegati 210 volontari e 33 mezzi per accompagnare i trevigiani alle cure

Valentina Calzavara
L'ultimo mezzo donato alla Lilt di Treviso
L'ultimo mezzo donato alla Lilt di Treviso

La strada percorsa nell’ultimo anno equivale a dodici volte il giro del mondo. Oltre 477 mila chilometri, per accompagnare 613 pazienti alle visite e alle terapie oncologiche.

L’esercito solidale  dei volontari

Un record della solidarietà compiuto dai 210 volontari del trasporto di Lilt Provinciale Treviso, che operano tutti i giorni nelle sei delegazioni territoriali di Castelfranco, Conegliano, Oderzo, Montebelluna, Vittorio e il capoluogo.

«Il servizio è nato agli inizi del Duemila con tre mezzi, che oggi sono diventati trentatré. Tantissime persone ci chiamano per essere accompagnate in ospedale, perché sono sole o perché i loro figli e parenti sono lontani o lavorano. Noi ci siamo sempre» commenta Fedele De Cristofaro, referente del servizio di trasporto Lilt della Marca.

L’accordo con l’Ulss 2

A riconoscere quanto questa attività sia preziosa è anche l’Ulss 2 con la quale Lilt Provinciale ha appena rinnovato un accordo triennale, con il quale l’azienda sanitaria si impegna a destinare 62.750 euro l’anno (per un totale di 188.250 euro) a parziale copertura del servizio che è totalmente gratuito per l’utenza.

«Ringraziamo l’Ulss 2 per il supporto che ci dà. Per noi è un segnale importante, che si somma all’altrettanto fondamentale apporto di aziende e privati del territorio, grazie alla loro generosità, possiamo garantire e portare avanti il servizio di trasporto e tutte le altre attività che svolgiamo per sostenere i malati oncologici, ma anche per fare prevenzione» sottolinea Nelly Raisi Mantovani, presidente di Lilt Provinciale Treviso.

L’ultimo mezzo, il trentatreesimo, è arrivato pochi giorni fa, ed è frutto di quanto raccolto durante la manifestazione Treviso in Rosa. Ogni giorno gli equipaggi di volontari si mettono in moto.

Come funziona il servizio

«Ci chiama chi non ha nessuno a casa, molto spesso grazie al passaparola, talvolta sono le famiglie stesse a chiederci una mano» racconta De Cristofaro. Durante la malattia oncologica le incombenze sono tante. «Un ciclo di radioterapia può richiedere fino a 35 sedute per una durata di sette settimane, vuol dire più delle ferie che un figlio in età lavorativa può prendersi. Noi siamo a disposizione».

Il tragitto dalla casa all’ospedale non è solo un pezzo di strada, molte volte diventa il pretesto per scambiare qualche parola gentile, raccogliere uno sfogo, ascoltare una confidenza e magari riuscire a strappare un sorriso.

Una volta è accaduto che una signora, appena trasferita da Milano a Treviso, esprimesse il desiderio di vedere per la prima volta il centro città. Un piccolo strappo alla regola, una minima deviazione, e il sogno è stato esaudito. «A volte basta poco per far stare meglio chi attraversa un momento delicato» aggiunge De Cristofaro, orgoglioso degli equipaggi di volontari e alla ricerca di nuove leve: agli interessati basterà rivolgersi alla delegazione Lilt più vicina a casa e richiedere un colloquio. —

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