L’ex Chiari & Forti va in saldo il maxi-sconto è di un milione

Il 13 gennaio a Roma il secondo tentativo di vendita dell’area di Silea Parco: base d’asta 11,3 milioni Cento creditori rimangono alla finestra, tanti dubbi sul futuro del piano di recupero di Giulio Malgara
La Chiari e Forti di Silea
La Chiari e Forti di Silea

Vendita della Chiari & Forti: secondo tentativo. Il 13 gennaio alle 15 nello studio del liquidatore Ireneo Baratta si terrà l’asta per la vendita dell’area di Silea. Per cercare di portare a casa i soldi necessari a pagare i creditori, il commissario giudiziale, l’avvocato Paola Matrundola, ha abbassato la base d’asta di un milione di euro. La Chiari & Forti sarà dunque in vendita a 11,3 milioni, con rialzi minimi di 20 mila euro. Il primo tentativo, il 15 ottobre, era stato disertato dai possibili acquirenti.

Un’operazione per pochi, in ogni caso: istituti bancari e fondi d’investimento per lo più. 11,3 milioni di euro è meno della metà di quanto Francesco Bellavista Caltagirone pagò l’area al proprietario Giulio Malgara. Ma dopo la posa della prima pietra e qualche demolizione, nell’area affacciata sul Sile non si è più mosso nulla. Prima la crisi immobiliare, poi il crollo dell’impero costruito da Caltagirone hanno smorzato i sogni di riqualificare quell’area.

Due anni fa la Silea Parco, la società di diretta emanazione di Acqua Marcia e proprietaria della Chiari & Forti, ha avuto accesso al concordato preventivo. Il debito complessivo della Silea Parco ammonta a 43 milioni, di cui 16 dovuti a Acqua Marcia che vi ha rinunciato. Ne restano dunque 27 da recuperare. Sarà dunque impossibile soddisfare al 100% i creditori. Il Comune di Silea è in credito di circa un milione, solo di Ici e Imu. Mentre dei 13 milioni di opere a titolo di beneficio se ne sono ormai dimenticati tutti.

Andranno ridiscusse nel caso spuntasse un acquirente. Nella lista dei creditori ci sono anche alcuni nomi eccellenti, come l’architetto Michele Rizzon, il padre del Put, che ha redatto i progetti dell’ex Chiari & Forti fin dalla nascita del piano di recupero sotto l’egida di Giulio Malgara. A Rizzon la Silea Parco deve ancora pagare parcelle per 1,4 milioni di euro. E poi lo studio Barel Malvestio, che attende 89 mila euro, l’Arpav, il consorzio di bonifica Destra Piave, la Carife (7 milioni), Intesa San Paolo (3,2), Veneto Banca e Unicredit (circa 3 milioni). Con la riduzione del valore dell’area, cala anche la possibilità di soddisfatti i crediti. Nella proposta iniziale avanzata da Acqua Marcia si contemplava un rimborso del 100% ai creditori privilegiati, e del 57% ai chirografari. Ma in quella proposta l’area era stata valutata 23,7 milioni.

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