Lega, si candida Mirco Lorenzon

Aspira alla segreteria: «Razza Piave? Non mi manda Muraro, io sono leghista»
Filippi Refrontolo bomba d'acqua sul tendone della festa degli uomini assessore provinciale Lorenzon
Filippi Refrontolo bomba d'acqua sul tendone della festa degli uomini assessore provinciale Lorenzon

Al congresso -12 ottobre a Castelbrando? - manca l’ufficialità. Ma Mirco Lorenzon (foto) rompe gli indugi: si candida a segreterio provinciale della Lega. L’assessore provinciale «h24» (tra alluvioni, frane e nubifragi è in servizio permanente effettivo, e il suo cellulare non è mai spento) esce allo scoperto. E lo fa mentre il partito è diviso fra chi sta pensando a un sindaco (Bet o Bof?), chi a una donna (Morgan), chi punta sul big lealista Coin, e chi aspetta sempre un big (Muraro? Vallardi?).

«La Lega trevigiana è orfana di una guida, c’è bisogno di tracciare una forte linea politica ancorata ai problemi della quotidianità, dal lavoro alle Pmi, dalle partite Iva al dissesto idrogeologico, per riprendercela leadeship politica nella Marca», spiega Lorenzon, «la avevamo fino al 2013, quando siamo crollati al quarto posto, buon che sia arrivato Salvini , che ci ha fatto recuperare posizioni. lui piace perchè dice poche cose, ma molto chiare sui temi più sentiti dalla gente».

Lorenzon, oggi braccio destro di Muraro, e uno dei big di Razza Piave, mette subito le mani avanti: «Non sono spinto da Muraro, che nemmeno sa della mia candidatura, lo saprà dai giornali. E non sono né tosiano nè zaiano, sono della Lega e basta: la mia prima tessera era della Liga, 23 anni fa», replica, «e il primo assessorato, nel 2002, l’ho avuto da Zaia» .

Lorenzon , 53 anni, è di Ponte di Piave, dove è stato segretario di sezione. Poi i 4 mandati in comune a Ponte (capogruppo, assessore al bilancio e consigliere) e l’ingresso in Provincia nel 1998. Dal 2002 è in giunta provinciale, con i referati di protezione civile, caccia e pesca, e in passato pure le deleghe a scuole, formazione e trasporti.

«Ci ho sempre messo la faccia, per prendermi i voti, non sono entrato mai dalla porta di servizio o per grazia ricevuta. E così faccio anche stavolta», conclude Lorenzon, «se sarò eletto, chiarezza e concretezza, per coinvolgere più giovani e donne. E poi sostegno agli amministratori, e più formazione ai militanti».

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