Le quattro tesi che inchiodano il dottore

Le prove che lo incastrano sono contenute in un fascicolo che documenta le tesi sostenute da anni dal dottor Roberto Gava, cardiologo e omeopata radiato dall'Ordine dei medici di Treviso per la sua posizione contro i vaccini. Si tratta di posizioni che il dottor Gava avrebbe scritto e ribadito in occasione di convegni dedicati alla profilassi e ai suoi pericoli, portandolo a ricevere la più dura delle sanzioni. Riportiamo quattro sue affermazioni, tratte da una serie di incontri pubblici tenuti in giro per l'Italia. Affermazioni che hanno costituito il fondamento dell’accusa contro di lui. Alle teorie, giudicate “anti-vax”, si contrappone la voce ufficiale della Scienza, interpretata dal professor Giorgio Palù, presidente della Società Europea di Virologia e della Società Italiana di Virologia. Ecco, a confronto, le due posizioni espresse da entrambi in diverse occasioni.
GAVA. «L’omeopatia mi ha insegnato che i vaccini fanno male e d’altra parte ho visto nella clinica di tutti i giorni che c’erano bambini che venivano vaccinati e che avevano dei problemi». E ancora: «In letteratura ci sono migliaia di dati che dicono che le cose non sono proprio come le dicono alla Asl».
PALÙ. «Le opinioni non sono fatti, la scienza è scienza e si basa su verità documentabili sperimentalmente. Il resto è pseudoscienza. Bisogna dire che il rapporto rischio beneficio dei vaccini è bassissimo, il più basso tra tutti i farmaci. Una fiala di vaccino ha alle spalle 1.700 operatori che la preparano, oltre 600 controlli di qualità per produrla e prima che il vaccino venga messo in commercio passano dai 10 ai 15 anni. Il rischio? Certo ogni sostanza ha un rischio, ma nel caso dei vaccini è infinitamente inferiore a quello dell'infezione per la quale ci protegge. Nel computo rischio-beneficio, quando il vaccino è stato somministrato ha un'efficacia del 99% e non dimentichiamo che questi farmaci hanno fatto sparire malattie quali vaiolo e rosolia».
GAVA «Tanto più precocemente vaccinate il bambino, specie se immaturo, e tanto maggiore è il numero dei vaccini che voi usate, tanto maggiore è il rischio di danno per quel bambino, indipendentemente che dentro ci sia mercurio, alluminio o quello che volete».
PALÙ. «Il sistema immunitario dei bambini che si vaccinano a 3 mesi è già completo. Il nostro sistema immunitario è tale che perde efficacia con l'invecchiamento. Oggi abbiamo 20 vaccini che contengono almeno cento componenti di antigene che stimolano il sistema immunitario, ma teniamo presente che il bambino può rispondere a oltre 20 mila diverse sostanze. L'alluminio è un adiuvante usato in molti vaccini per trattenere l'antigene mentre il mercurio è un conservante come lo iodio. Si tratta di sostanze che mangiamo con il pesce, ma nel vaccino sono presenti in concentrazioni infinitesimali e la dose non è tossica».
GAVA «I medici credono che i vaccini non facciano male anche perché ricevono l'aggiornamento dagli informatori farmaceutici che sono pagati dall'industria».
PALÙ. «Non è vero che l'industria punta sui vaccini. Intanto le multinazionali sui vaccini sono quattro e non centinaia e non investono sul vaccino perché il vaccino è poco remunerativo dato che si fa una o due volte nella vita. L'industria farmaceutica persegue semmai le pillole da prendere tutti i giorni e per tutta la vita come l'aspirina, la pastiglia per abbassare pressione o colesterolo in quanto molto più capaci di produrre profitto. Non si possono incolpare i medici perché sentono gli informatori farmaceutici, lo fanno per migliaia di farmaci, non solo per i vaccini, e comunque tutti sono stati precedentemente autorizzati e valutati dagli enti regolatori».
GAVA «I medici che preferiscono non correre rischi cosa fanno? Stanno nella via maestra, dicono di vaccinare. Bene. Quanti vaccini? Trenta. Succede qualcosa? Ma io ho fatto quello che dice il Ministero. Ma il bambino è morto. Pazienza, a qualcuno capita e vabbè non è colpa mia. Non potete denunciarlo. Volete denunciarlo? Lui si salva e questo è un grosso problema».
PALÙ. «Fa disonore alla medicina ed è paradossale che i vaccini, ovvero il presidio che più di tutti ha dato beneficio all'umanità, vengano messi in discussione. C'è troppa superficialità su questo argomento. Non è che ognuno, nel nome della libertà di espressione possa dire quello che pensa, spacciando le opinioni per fatti. La salute è un diritto costituzionale e il medico ha sempre e comunque il dovere di salvaguardare la salute della comunità. In generale l'atteggiamento del professionista che scoraggia la vaccinazione va stigmatizzato. Il dato incontrovertibile è che i vaccini sono i farmaci più sicuri ed efficaci che permettono di prevenire malattie altamente contagiose e letali. Ogni giorno si vaccinano tre milioni di individui e ogni anno le vaccinazioni evitano due milioni e mezzo di morti. Come fa un medico a non conoscere questa realtà?». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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