Le promesse non onorate caffè indigesto per la città
Il contributo rilevante all’Advar per completare l’hospice la casa dei Gelsi. L’acquisto del calcio Treviso e l’ingresso di un nuovo imprenditore con cui riportare la squadra ad alti livelli in pochi anni, grazie al know how del Bologna. La persuasione su De’ Longhi perché non lasci il basket destinato a tornare in A. La grande mostra di Marco Goldin, nel 2015, per riportare a Treviso gli anni dei grandi fasti e del turismo culturale. Due mesi di promesse solenni, quelli dell’ex candidato sindaco Massimo Zanetti, leader di Prima Treviso. Interventi di tasca, e non lievi, per il sociale, lo sport, la politica. Rilanciati tutti nell’ultimo giorno di campagna elettorale, in piazza Borsa
Finite le elezioni, e il clamore della rivoluzione trevigiana, di quegli impegni non c’è nulla, se non il «rimango» di De’ Longhi nel basket. Sconfitto al primo turno, il re del caffè è stato successivamente stoppato sul più bello quando sembrava che l’apparentamento con Gentilini, Lega e Pdl per ricompattare il centrodestra fosse fatto (e si raccontano di pressioni altissime per far saltare l’accordo). Così Zanetti ha smobilitato per tornare all’impresa. Al suo posto in consiglio ha rinunciato, la sua lista avrà 2 consiglieri, ma anche rispetto alla coalizione l’operazione politica è già archiviata.
La sua discesa in campo? Una meteora. Sin qui, un caffè molto ristretto e poco saporito, se è vero che la città non l’ha digerito né prima né ora. Soprattutto Treviso non dimentica le promesse, che non considera legate alla sua (mancata) elezione. Non solo il popolo del calcio. Attese e speranze da lui innescate sono ahimè reali, le sue promesse a oggi sono effimere. Davvero il re del caffè, miliardario e gentiluomo, impegnatissimo nel sociale con la sua Fondazione, può non onorare i suoi impegni? (a.p.)
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