L’Anpi contro Biz: «Era amico di Gelli»

CORDIGNANO. L'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (Anpi),sezione di Vittorio Veneto, impegnata in queste settimane a promuovere il no contro la riforma costituzionale del Governo, con tanto di raccolta di firme, scende in campo anche contro gli amici di Licio Gelli, venerabile maestro della loggia massonica P2, recentemente scomparso. Dopo aver ricordato che tra i suoi compiti principali, l'Anpi ha quello di promuovere la memoria della Resistenza e della Lotta di Liberazione contro il fascismo e il nazismo, di difendere e attuare la Costituzione, di diffondere i valori dell'antifascismo tra i cittadini e nelle istituzioni democratiche a tutti i livelli, la stessa associazione scende in campo contro Alessandro Biz, candidato sindaco del centrodestra a Cordignano.
«Proprio perché l'Anpi difende in tutte le sedi questi valori non negoziabili, esprime la più grande preoccupazione e la più ferma condanna nel vedere un candidato alla carica di sindaco del Comune di Cordignano che, nella sua pagina facebook, si è fatto fotografare accanto al fu venerabile maestro della loggia massonica P2 Licio Gelli morto alla fine dell'anno scorso». Biz è direttore del giornale "Il Piave" e tra i suoi editorialisti ha avuto, per lunghi anni, Gelli. Il giornalista trevigiano è diventato anche amico di famiglia. La foto risalente al 2009 quando Gelli era stato in visita al periodico a Conegliano, era sta postata nel dicembre 2012. Per gli ex partigiani dell'Anpi, questa vicinanza va rinnegata da parte di un candidato sindaco. «Per chi non ricordasse, il venerabile Licio Gelli - fa memoria l'Anpi - fu un fascista della Repubblica Sociale di Salò, ebbe legami con il tentato golpe di Valerio Borghese, fu implicato nella strategia della tensione durante gli anni di piombo, fu un nemico dichiarato della Costituzione e delle nostre Istituzioni democratiche, fiancheggiatore di movimenti che si richiamano al fascismo e condannato dai tribunali della nostra Repubblica per depistaggio nelle indagini sulla strage di Bologna del 1980». (f.d.m.)
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