«La sponsorizzazione gonfiata per evadere», Sp calcio sotto indagine a Pederobba

Nel mirino il presidente Raffaele Menegon e Bruno de Paoli «Imprenditore favorito con centomila euro di fatture fittizie»
Prandi Onigo di Pederobba calcio SP Calcio contro Belfiorese primo gol SP Luca Marchetti
Prandi Onigo di Pederobba calcio SP Calcio contro Belfiorese primo gol SP Luca Marchetti

PEDEROBBA. Fatture gonfiate per aiutare l’imprenditore sponsor a evadere le tasse. Nel mirino della Procura finiscono Raffaele Menegon, 59 anni, presidente della società calcistica Sp Calcio 2005 di Pederobba, e Bruno de Paoli, 71 anni, responsabile del settore giovanile della stessa società.

Gli altri indagati. Indagati assieme a loro anche l’imprenditore che ha sponsorizzato la società calcistica, Corrado Minute di Segusino, 58 anni, legale rappresentante della Eurodecori Srl di Quero Vas (Belluno) e Raoul Pronol, nato a Valdobbiadene e residente a Quero Vas, 40 anni, anche lui sponsorizzato da Minute con la sua “ER Motosport” di Valdobbiadene.

L’accusa. Secondo il pubblico ministero titolare del fascicolo d’indagine, Katjuscia D’Orlando della Procura della Repubblica di Belluno, Menegon e De Paoli avrebbero «sovrafatturato» la sponsorizzazione da parte di Minute «al fine di consentire l’evasione dell’imposta sui redditi e sul valore aggiunto alla società Eurodecori». In particolare, alla Sp Calcio 2005 di Menegon sarebbero arrivati 48 mila euro di sponsorizzazione, 50 mila invece alla “As soccer giovanile associato” che fa capo a De Paoli. I fatti contestati risalgono al 2011. Cifre gonfiate, secondo la Procura, per consentire allo sponsor (che produce occhiali) di scaricare costi fittizi ed evadere le tasse, circa ventimila euro di Iva.

Le pene. Secondo l’accusa si tratta di violazione dell’articolo 8 della legge sui reati tributari (decreto legislativo 74 del 2000), che prevede «la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni chiunque, al fine di consentire a terzi l’evasione delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto, emette o rilascia fatture per operazioni inesistenti». Ora toccherà agli indagati difendersi per dimostrare la propria innocenza rispetto le contestazioni mosse dal pm.

La società. Sp Calcio 2005 è nata dalla fusione tra Pederobba e Segusino: da un anno non ha più la prima squadra.Militava in terza categoria la SP Calcio 2005 di Pederobba, poi da un anno la società dilettantesca, presieduta da Raffaele Menegon, negoziante di Onigo, non ha più iscritto la prima squadra e ha continuato l’attività col settore giovanile, che un tempo era curato da Bruno de Paoli.

Con l’amministrazione comunale di Pederobba i rapporti si erano guastati quattro anni fa, quando la giunta, che aveva raccolto alcune preoccupazioni espresse dalle famiglie, aveva deciso di escluderla dalla gara per la concessione in uso degli impianti di calcio una volta scaduta quella in vigore. Il motivo addotto era il bilancio in rosso con cui la società aveva chiuso i conti nel 2014. Non l’aveva presa bene la società guidata da Raffaele Menegon, ma aveva dovuto adeguarsi e da allora pagava l’affitto del campo da calcio per gli allenamenti e le partite che disputava negli impianti pederobbesi.

«SP Calcio 2005 era la società che prima gestiva gli impianti da calcio di Pederobba – commenta il sindaco Marco Turato – ma da qualche anno non ha più tale gestione perché avevamo capito che c’era qualcosa che non quadrava e i bilanci erano in rosso e quindi al momento di rinnovare l’affidamento degli impianti avevamo deciso di escluderla. So che presidente è sempre Raffaele Menegon, mentre di Bruno de Paoli, che gestiva la società collegata che si occupava del settore giovanile, non so niente da tempo. Quanto sta avvenendo ora conferma che avevamo fatto la scelta corretta»


 

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