La nuova vita di Nicole Zannoni dal coma alla festa

Un anno fa la ragazza fu vittima di un terribile incidente I genitori scrivono all’Usl 8: «Grazie a tutti per l’aiuto»
Di Angelo Ceron

MONTEBELLUNA. Un anno fa, alle prime ore del 27 novembre, Nicole Zannoni ha sfiorato la morte. Tornava a casa, a Busta di Montebelluna, dopo una festa con gli amici, quando ha perso il controllo dell’auto ed è uscita di strada. Estratta dalla vettura non senza difficoltà dai vigili del Fuoco e dai sanitari del 118, Nicole è arrivata al pronto soccorso di Montebelluna nello stato di «non cosciente», con trauma cranico e importanti fratture multiple al viso, alla parte superiore e inferiore del corpo. Ma ora, a un anno dall’incidente, Nicole è tornata alla vita normale dei suoi 22 anni: frequenta l’università a Venezia, esce con gli amici, va in palestra.

Sabato scorso è persino ritornata alla stessa festa cui aveva partecipato un anno fa. Una conclusione felice, dunque, ma la strada verso il totale recupero è stata lunga ed ha richiesto una serie continua di cure.

Dopo gli interventi d’urgenza, Nicole è stata ricoverata per diversi giorni in rianimazione, poi in quattro mesi di degenza ospedaliera, per il suo recupero sono intervenuti medici e personale di diversi reparti dell’ospedale di Montebelluna e di Treviso.

Un lavoro attento e mirato, che ha dato i frutti sperati. «Per noi è stata un’esperienza terribile», dice commossa la madre, Mariastella, «però Nicole ha voluto fortissimamente guarire, i suoi amici l’hanno sostenuta e assistita giorno dopo giorno e soprattutto medici e paramedici sono stati eccellenti dal punto di vista professionale e squisiti sotto il profilo umano. È merito loro se Nicole è ancora qui con noi».

Per questo senso di vera riconoscenza, Nicole e i suoi genitori, Mariastella e Romeo, hanno inviato una lettera alla direzione sanitaria dell’Usl 8, per ringraziare pubblicamente tutti coloro che hanno contribuito alla guarigione di Nicole e, nello stesso tempo, per dare testimonianza di una sanità che funziona anche nelle situazioni più difficili e complesse.

«Una sanità», scrivono nella lettera, «fatta di grande professionalità, ma anche di attenzione, gentilezza e umanità, atteggiamenti, questi, che sono stati di grande aiuto sia per Nicole sia per noi genitori».

Una storia a lieto fine, quindi, che testimonia che qualche volta la sanità funziona e compie autentici miracoli.

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