La messa del vescovo per i carcerati

«Vescovo vieni a trovarci più spesso, abbiamo bisogno del tuo sostegno». È questa la richiesta fatta dai detenuti del carcere di Santa Bona al vescovo di Treviso, Monsignor Gianfranco Agostino, che come ogni anno nel giorno di Natale ha voluto portare il suo messaggio di speranza all’interno delle mura della casa circondariale di Santa Bona. Un modo per portare la parola di Dio anche a chi sta scontando una pena. «Sono qui per dare il mio sostegno a chi come voi si trova in questa condizione di chiusura rispetto al mondo esterno. Augurandomi che l’esperienza carceraria possa fungere come una sorta di rinascita», ha detto il vescovo nel corso dell’omelia.
Durante la funzione è intervenuto anche uno dei carcerati che ha chiesto a Monsignor Gardin di frequentare più spesso il carcere per dare sostegno e aiutare i detenuti che affrontano questa difficile condizione. Ad assistere alla funzione circa una quarantina di persone: meno rispetto all'anno scorso dato che nella stessa casa circondariale i detenuti sono diminuiti, raggiungendo circa quota duecento. Non è mancata una riflessione sul particolare momento storico che stiamo attraversando e al ruolo che la famiglia oggi si trova oggi a ricoprire nella società. Francesco Massimo, direttore del carcerem pur impossibilitato a partecipare alla funzione ha voluto rilasciare questo commento: «La messa rappresenta un momento di riflessione, di pensiero, di condivisione e di unione, ancora una volta. Siamo onorati delle presenza del vescovo Gardin che ha celebrato qui da noi la sua prima messa del giorno di Natale». (s.g.)
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