La crisi dei mobilifici: 53 chiusure in 4 anni

La cassa integrazione è aumentata del 50 per cento. Imprenditori e Muraro affrontano l’emergenza
manifestazione sciopero cisl uil commisariato - La protesta della Cisl e Uil davanti al Commissariato
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PIEVE DI SOLIGO. Dal sogno all’incubo. I mobilifici del Quartier del Piave travolti dalla crisi: negli ultimi quattro anni hanno chiuso in 53, più di un’azienda al mese. Aumentano le ore di cassa integrazione, diminuiscono i posti di lavoro. E venerdì, a Pieve di Soligo, per discutere di crisi con gli imprenditori arriva anche il presidente della Provincia, Leonardo Muraro. Interverrà nel convegno organizzato da Filca Cisl di Treviso: “Il sistema legno/arredamento del Quartier del Piave dal miracolo alla crisi: quale futuro?”. Futuro, almeno immediato, a tinte fosche. Non ci sono segnali che dimostrino il contrario. Nemmeno il calo della cassa integrazione straordinaria, meno 40 per cento da gennaio-agosto 2011 a gennaio-agosto 2012: «È solo perché le aziende chiudono e dalla cassa straordinaria si passa alla mobilità» spiega Francesco Orrù, segretario generale di Filca Cisl Treviso. A livello provinciale, nei primi otto mesi dell’anno sono state autorizzate 273 mila ore di cassa ordinaria, il 52 per cento più dell’anno scorso. Di queste, il 23,6 per cento riguarda proprio il settore del mobile. Dove anche l’emorragia di posti di lavoro è più forte: tra luglio 2011 e giugno 2012 sono rimaste a casa mille seicento persone. Il miracolo economico, da tempo divenuto uno sbiadito ricordo, negli 11 Comuni del distretto del mobile si è trasformato in un incubo. Nel 2008, l’ufficio Studi e Ricerche della Camera di Commercio registrava, nel Quartier del Piave, 370 aziende del settore del mobile. A dicembre 2011, le aziende registrate erano 317: tra fallimenti e cessazioni volontarie, hanno chiuso in 53. Il 2012 sta confermando il trend negativo: decine di piccole imprese, con due o tre dipendenti, hanno già chiuso, accanto ai fallimenti di realtà storiche come la Solplac di Follina. A luglio erano 571 i lavoratori per cui è stata presentata richiesta di cassa integrazione straordinaria. Franco Lorenzon, segretario generale Cisl Treviso, spiega cosa servirà agli imprenditori per uscire dallo stallo: «Il settore del legno per la prima volta è stato investito in modo brutale da un processo di trasformazione strutturale. Per rimanere a galla ed essere competitive in un mercato sempre più globale, le aziende devono affrontare una variazione di scala e investire sull’innovazione. Non basta far passare la nottata per uscire dalla crisi: tutti devono impegnarsi per un obiettivo comune, quello di ridisegnare i contorni del nostro sistema produttivo». Sulla stessa linea Francesco Orrù: «Le aziende del territorio devono iniziare a fare rete anziché continuare a farsi una concorrenza spietata: fare rete vuol dire trovare soluzioni comuni a problemi individuali, mettendo in campo una collaborazione attiva». Ci proveranno a partire da venerdì. L’appuntamento è alle 9.30 all’auditorium Battistella Moccia di Pieve di Soligo. Oltre ai rappresentanti delle parti sociali e al presidente Muraro, interverranno Fabio Sforza, sindaco di Pieve, Maria Cristina Piovesana, vicepresidente di Unindustria Treviso, e Mario Pozza, presidente di Confartigianato Marca Trevigiana.

Andrea De Polo

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