La commozione di Aldo Serena «Grazie per avermi lanciato»

Fu Tessariol a trattare la cessione del giovane campione all’Inter E in un’intervista raccontò di aver sfiorato l’acquisto di Del Piero 

Quel ragazzino di 17 anni, alla stagione d’esordio con i “grandi” in serie D, segnò nove gol. Si chiamava Aldo Serena. «Sarò sempre riconoscente a Tiziano Tessariol, ha creato lui quel grande Monte che mi ha lanciato – lo ricorda Serena – Con me è sempre stato molto affettuoso, attento. Un presidente amico». Era il campionato 1977-78, quello del decollo di Aldo verso il professionismo. «Non ci siamo mai persi, ogni tanto io e Tiziano ci sentivamo – racconta ancora Aldo – gli sarò sempre grato per quello che ha fatto».

Quella stagione d’esordio di Aldo attirò gli occhi di molte squadre. Si iniziò a trattare con l’Udinese sulla base di 150 milioni di lire. C’è una bellissima intervista a Tiziano Tessariol nel libro “Montebelluna che passione” (2007) di Angelo Ceron in cui il presidente racconta un episodio. Un giorno a Dolo si gioca una partita della rappresentativa veneta, Serena è in campo. «Arrivato allo stadio – ha raccontato Tessariol – diversi osservatori mi hanno chiesto se si poteva discutere una cessione di Serena. A partire da 150 milioni, ho detto, si può fare. Arriva un cross in area: Serena anticipa tutti di testa, ma manda fuori incredibilmente. “Adesso ne bastano 100”, dicono gli osservatori. Tutt’altro, rispondo, ne voglio di più: solo lui sa anticipare così la difesa. Arriva un altro cross, a mezz’altezza. Serena si tuffa e di testa segna un gol straordinario. A fine partita Beltrami dell’Inter e Lamberti del Como sono venuti assieme: 160 milioni e il cartellino di Serena è passato a loro».

Tessariol è stato presidente del Montebelluna per 14 anni, dal 1974 al 1987: sette stagioni in serie D, poi sei in C2, sfiorando anche la C1. Anni meravigliosi, con lo stadio di via Biagi pieno di spettatori e passione. Anche il vivaio è d’oro: 12 titoli tra giovanissimi e Berretti, dei quali due nazionali. E in quella che ancora non andava di moda chiamare “cantera”, alla spagnola, stava per arrivare anche Alessandro Del Piero. «Noi volevamo prenderlo – ha raccontato ancora Tessariol a Ceron – anche perché avevamo l’approvazione della Juventus, che era disposta a finanziarci. La prima richiesta del San Vendemiano è stata di 25 milioni di lire, ma dopo una settimana la cifra è salita a 35 e al consiglio è sembrata eccessiva, tanto più che alcuni nostri tecnici non erano convinti del valore del ragazzo. Comunque io e Cecchele, all’insaputa del consiglio, siamo andati a San Vendemiano decisi a portare a Montebelluna Del Piero. Ma quando siamo arrivati ci hanno fatto vedere il contratto col Padova: 35 milioni subito e 100 l’anno seguente. Ci siamo ritirati ma Boniperti, che ci aveva autorizzati a spendere quello che serviva, non l’ha presa molto bene». –

Fabio Poloni

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso