La città di notte: tutto chiuso

Reportage di Corletto sui luoghi d’incontro sbarrati da cancelli e divieti
Di Daniele Quarello

CASTELFRANCO. Castelfranco off-limits, arriva la mappa dei luoghi “invisibili”. È un report fotografico e documentale quello realizzato da Alberto Corletto, ex componente del direttivo del Buenaventura, sulle zone d'ombra della città murata. Parchi, aree verdi, piazze di fatto “celate” ai castellani. Chiuse per gran parte del tempo al pubblico, oppure non utilizzate. La mappa di questi luoghi è stata pubblicata su Facebook con un post che ha già ottenuto diverse visite. «Casteo off limits», il titolo del posto. «Scatta il coprifuoco, si sbarrano porte e finestre», si legge nel documento, «Alt! Da qui non si passa! Il passaggio è interdetto con cancelli e divieti. Siamo sorvegliati dalle telecamere, dicono per la nostra sicurezza. Meglio non attardarsi, meglio non uscire, meglio rimanere in casa la sera, magari davanti la tivù. No, non è fantascienza, non è un film su un futuro apocalittico». Di seguito l'elenco documentale dei siti off-limits. «Davanti l'asilo Umberto I in borgo Pieve un tempo c'erano delle belle panchine, comode se a qualcuno veniva l'idea di sedersi, riposarsi e magari fare due chiacchere. Non ci sono più. Volete sedervi? Andate al bar! Un tempo gli appassionati delle rotelle si davano appuntamento in piazza Serenissima. Era un bel modo per riempire questo ampio spazio vuoto. Poi un bel divieto, un bel cartello per impedire l'accesso a roller blade e skateboard. Così è rimasto il vuoto. All’ex Fram ci sarà un'area verde a uso pubblico, grande all'incirca come piazza Giorgione. Un anfiteatro, fitness, spazio ai cani. Ad annunciarlo i progettisti dell'opera, i quali però ci tengono subito a precisare che verrà tutto chiuso la sera e videosorvegliato. L'ex convento delle clarisse nasconde un giardino “segreto”, malinconamente chiuso. È in corso una vendita, ma in tutti questi anni lo si sarebbe potuto valorizzare. Le istantanee potrebbero continuare con l'area del palazzetto e campi della Virtus, i giardini di via Verdi... La motivazione ufficiale per porre divieti ed erigere reti? Evitare bivacchi, schiamazzi, bottiglie abbandonate e altri rifiuti... Insomma mantenere un certo decoro. Sì, d'accordo, la sporcizia diventa degrado, anche sociale. Ma non ci sono altri modi? È un problema di educazione civica? Non ci sono alternative? L'unica cosa certa è che Castelfanco si sta avviando sempre più ad essere un “non luogo” ».

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