La Cina oscura la pubblicità Benetton

Ma nei network impazza, sul web si possono postare effusioni. Sgarbi: «Non capisco le polemiche, il bacio del Papa è casto»

Dopo il Vaticano e gli Stati Uniti, adesso anche le autorità cinesi si scagliano contro Benetton. Con l’oscuramento deciso dalla censura cinese all’immagine che ritrae il presidente dell’ex impero celeste, Hu Jintao, che bacia il presidente Usa Barack Obama, la pubblicità dell’azienda trevigiana ha letteralmente fatto il giro del mondo. Con risultati molto contrastanti.

Tuttavia in azienda, a Treviso, gli uomini di Alessandro Benetton difendono la strategia mediatica: nei nuovi media impazza il sito «Unhate.benetton.com», dove compare una «Unhatelist» dove tutti gli internauti possono intervenire sul tema della campagna. C’è anche l’«Unhatewall» - il muro della campagna - dove tutti possono postare la propria foto preferita di baci contrapposti. Su Twitter, riferiscono fondi aziendali, il nome della campagna è stato negli ultimi due giorni tra i primi cinque più cliccati al mondo. Insomma, le polemiche non sembrano scalfire i vertici di villa Minelli, dove tuttavia la campagna ha suscitato grandi discussioni.

La Cina ha oscurato il bacio in bocca tra il suo presidente Hu Jintao e Barack Obama. Nei siti cinesi, severamente controllati dal governo, è quasi impossibile incontrarla.

Nei motori di ricerca Baidu -il piu' popolare in Cina- e nel twitter locale Sina Weibo l’imm agine è chiusa per ragioni legali.

Nessuno tra i principali media cinesi ha pubblicato l’immagine, giudicata evidentemente sconveniente per la presenza del presidente Hu Jintao che bacia Obama.

Ma le reazioni non si fermano qui: Alberto Contri, presidente della Fondazione pubblicità progresso, adombra addirittura una «illegalità» della campagna perchè avviata senza il consenso degli interessati, ovvero i capi di Stato citati nelle immagini. «Prima ancora che a una mancanza di rispetto» si è «di fronte a patenti violazioni del codice civile e a una palese e ben studiata campagna internazionale di strumentalizzazione di Capi di Stato e di religioni. Non può non colpire il fatto che anche autorevoli opinionisti' abbiano parlato di ''campagna sociale'', mentre ''qui siamo in pieno territorio della comunicazione commerciale».

A Conegliano per visitare la mostra di Bellotto, Vittorio Sgarbi cade dalle nuvole per le polemiche suscitate: «Non capisco lo scandalo. La pubblicità non è per niente brutta, il Papa del resto deve amare tutti. Il bacio peraltro non è per niente erotico né spinto».

Insomma, la campagna ideata dal creativo cubano Erik Ravelo, continua a far discutere e a suscitare reazioni e polemiche. Viene da quasi dire, adesso: non odiate Benetton per questa campagna. In inglese: «Unhate Benetton».

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