«Iuav, nuova sede pronta all’Appiani»

La Confartigianato: «Design della moda vuole lasciare Treviso? Non ne sapevamo nulla. Ma non sono insostituibili»
AGOSTINI TREVISO IUAV SFILATA DI MODA IN RIVIERA S. MARGHERITA
AGOSTINI TREVISO IUAV SFILATA DI MODA IN RIVIERA S. MARGHERITA

Iuav pronto ad abbandonare Treviso per portare a Venezia il corso di Design della moda: le associazioni di categoria della Marca fanno quadrato. «Quello dello Iuav è un colpo basso», dicono, «poiché per i corsi era pronta una nuova sede all’Appiani, mentre i soldi per finanziare le lezioni li stavamo trovando». Anche se il contributo della Camera di Commercio, previsto in 300 mila euro per il prossimo anno accademico, è stato bloccato dalla Ragioneria dello Stato con la seguente motivazione: un ente camerale non può finanziare un corso universitario. «Questa è solo una interpretazione, non è legge», tuona Francesco Giacomin, direttore provinciale di Confartigianato, che con Unindustria, Confcommercio e Coldiretti sta portando avanti la trattativa: «Ma siamo sgomenti: solo due giorni fa ho visto il rettore dello Iuav, tutto filava liscio, ma poi è arrivata la nota con cui lo Iuav annuncia l’abbandono di Treviso. Non capiamo. Negli anni la Marca ha speso milioni per i corsi Iuav, e quindi sarebbe il caso di ragionare insieme, invece di fare annunci sui giornali. La nuova sede era pronta, alla Cittadella Appiani, i soldi sarebbero saltati fuori, anche se con restrizioni rispetto al passato. Attenzione», sottolinea Giacomin, «noi siamo ancora aperti al dialogo perché ci interessa il futuro degli studenti, ma se Iuav vuole tanto andarsene faccia pure: troveremo altre università contente di restare a Treviso». Ieri però la giunta della Camera di Commercio ha ribadito: i 300 mila euro sono congelati, «e forse è il caso», dice il vicepresidente camerale Mario Pozza, «che, in attesa di chiarimenti, i grandi industriali della Marca si facciano avanti per contribuire alla permanenza del corso di Design della moda a Treviso». Anche il sindaco Giovanni Manildo è stato preso in contropiede: «Apprendere dalla stampa la decisione di Iuav di lasciare Treviso mi ha sorpreso e amareggiato, così come l’accenno a qualche responsabilità o negligenza da parte del Comune e della politica. Nulla di tutto ciò. Risalgono allo scorso anno riunioni in Comune nelle quali si è indicata una strada condivisa da tutto il “sistema Treviso” che riconosce valore imprescindibile allo Iuav. In autonomia le associazioni e la Camera di Commercio hanno poi fatto molte riunioni tra loro, nulla comunicandoci sino al folle cortocircuito burocratico che impedirebbe all’ente camerale di continuare a sovvenzionare l’Università. A quanto mi è dato sapere solo ora, non si tratterebbe di un problema di fondi, ma di un’interpretazione della legge di riforma della Camera stessa. Un’assurdità che va superata, per questo ho subito contattato il sottosegretario all’Economia Baretta, a cui ho inviato tutti gli incartamenti, per chiedergli una valutazione». Manildo ha convocato per la prossima settimana una riunione con il Rettore dello Iuav, la Camera e le associazioni.

Alessandro Zago

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