«Intascò 60mila euro dei clienti» Avvocato denunciato per truffa
È finito nei guai durante l’esercizio della propria professione e ora dovrà rispondere dell’accusa è di appropriazione indebita e truffa. L’avvocato Daniel Polo Pardise, 40 anni, trevigiano, attualmente iscritto al foro di Urbino (ma attivo nelle province di Treviso e Pordenone), è stato denunciato nell’ambito di una operazione dei carabinieri di Aviano. Agli uomini dell’arma si sono rivolte tre cittadine che sono state seguite dal legale in una vicenda ereditaria. Le tre donne (una la moglie, le altre le figlie del defunto avianese) avevano affidato – siamo nel 2016 – all’avvocato di gestire le pratiche della successione. Secondo quanto ricostruito nell’indagine dell’Arma, il defunto aveva contratto in vita dei finanziamenti, per un importo complessivo di 60mila euro. Per poter ereditare i beni del defunto, le parenti dovevano prima provvedere a estinguerei debiti del loro caro e così hanno affidato anche questo aspetto al loro avvocato di fiducia. In particolare le tre donne hanno effettuato dei bonifici bancari, di importo corrispondente, sul conto dell’avvocato affinché provvedesse lui stesso all’operazione. Passa il tempo, ma quell’operazione non verrà portata a compimento. Le eredi lo scopriranno dall’agenzia di recupero crediti che inizia ad avviare solleciti. Inizia a quel punto un confronto tra le assistite e l’avvocato per chiarire la situazione, una situazione lunga e logorante per le eredi. Solo dopo ripetute richieste da parte delle clienti, l’avvocato avrebbe provveduto a restituire parte del denaro ricevuto. Per la parte restante il professionista ha utilizzato un bonifico bancario che però non è andato a buon fine e che, secondo i carabinieri, con ogni probabilità è da ritenersi non autentico. Il rapporto tra le parti a questo punto si è inevitabilmente compromesso è l’avvocato è stato denunciato. Non è il primo guaio per Polo Pardise che, a maggio, è stato condannato dal tribunale di Pordenone a 19 mesi di reclusione, pena sospesa, e all’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e imprese per 6 mesi, per aver omesso la tenuta di registri contabili e occultato e distrutto 29 fatture in modo da non consentire la ricostruzione dei redditi e del suo volume d’affari. Per quella vicenda il suo legale, l’avvocato Luca Donadon, ha presentato appello. Nel 2012 Polo Pardise era stato indagato a Treviso, e poi prosciolto, per l’accusa di usura. —
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