Insulti social alla polizia locale i querelati saranno una decina

Azione legale dopo i commenti ingiuriosi per lo “sgombero” del quartetto musicale Rischiano pure i gestori dei gruppi Facebook che non hanno moderato i commenti
DeMarchi Castelfranco inaugurazione nuova sede comando polizia municipale
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Sono circa una decina le persone che rischiano di essere querelate dall’amministrazione comunale e dal corpo della polizia locale di Castelfranco per i commenti gravemente offensivi apparsi sui social cittadini in riferimento alla vicenda del quartetto d’archi “Le Corde del Mondo”, “cacciato” da piazza Giorgione perché privo di autorizzazione per l’esibizione in pubblico. In realtà, come ha subito precisato la polizia locale, non è stato sgomberato nessuno, ma semplicemente gli agenti avevano chiesto se il concertino era autorizzato e dato ai musicisti, quattro studenti del conservatorio di Venezia che stanno conoscendo un buon successo, le informazioni per mettersi in regola. Ma un post su un gruppo social aveva fatto divampare la polemica con centinaia di commenti che in gran parte stigmatizzavano quello che era stato definito un eccesso di zelo che aveva privato la città di un momento piacevole di musica. Ma qualcuno è andato ben oltre, con epiteti pesanti e offensivi nei confronti della polizia locale. Il sindaco Stefano Marcon, come anche l’assessore alle attività produttive Marica Galante, hanno difeso l’attività della polizia locale che ha semplicemente fatto i controlli previsti dai regolamenti comunali vigenti. E che non ha avuto nessuna conseguenza per i musicisti “abusivi”.

Ora si stanno verificando i post considerati più gravi per redigere la querela che dovrà essere presentata entro tre mesi dal fatto: in particolare si cercherà di individuare con esattezza le persone che hanno postato le ingiurie e, appunto, sarebbero una decina quelle considerate degne di querela per diffamazione. Come ha precisato la comandante della polizia locale, Pina Moffa, l’ampia diffusione di queste “critiche” rientrerebbe nell’articolo 595 del codice penale circa il carattere pubblico della vicenda. Seppur trattandosi di un argomento dal carattere nuovo riguardante i social network, c’è una giurisprudenza consolidata che prende in considerazione una casistica piuttosto ampia.

Oltre ai “leoni da tastiera” si sta valutando anche se procedere nei confronti degli amministratori di questi gruppi dove si sono diffuse le espressioni considerate ingiuriose. In qualche caso sono stati proprio gli amministratori a cancellare immediatamente i post più violenti, in altri sono rimasti leggibili fino a ieri. Occorre capire quindi quale sia la loro effettiva responsabilità, un tema dove la giurisprudenza non è univoca. —





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