Insegne vietate, i negozi delle Logge costretti a chiudere
Piazza Europa unita: la protesta dei commercianti
CASTELFRANCO. Crisi per i negozi delle Logge di piazza Europa Unita. Negli ultimi quattro mesi, solo nell’ala ovest, hanno chiuso altre tre attività. La denuncia arriva dai 15 negozianti ancora presenti nel complesso che, adesso, hanno deciso di riunirsi per fronteggiare una situazione ormai insostenibile.
«Per il 19 luglio - ha confermato il loro portavoce - è già stato fissato un appuntamento con l’assessore Roberto Ceron, ma andremo a parlare anche al sindaco fondando un comitato se necessario. Il problema riguarda soprattutto le attività dell’edificio ovest, dove il numero dei negozi rimasti sfitti è salito a dieci; un risultato che la dice lunga sui problemi di una zona che, aprendosi davanti al centro commerciale I Giardini del Sole, dovrebbe invece garantire ottimi guadagni».
«Con la mia attività - racconta uno dei negozianti - ci rimetto quasi mille euro alla settimana. Qui i negozi resistono al massimo due mesi e manca totalmente la volontà di rilanciare la zona, di darle visibilità; l’amministrazione del complesso è insensibile ad ogni tentativo di dialogo e, anzi, non fa che ostacolarci. Sull’edificio graverebbe, infatti, una serie di norme del tutto inappropriate ad una zona commerciale, a partire dal divieto per i negozi di esporre insegne o cartelli fino ad arrivare al divieto per i clienti di raggiungere anche solo in bicicletta le attività della piazza, per non parlare poi delle difficoltà nei rifornimenti.
«Con l’amministrazione ormai si è arrivati ai ferri corti - conferma il titolare di una macelleria - sembra quasi che vogliano costringerci a chiudere. Cinque anni fa, per esempio, l’unica via d’accesso ai negozi è stata chiusa con dei cancelli che, per un motivo o per l’altro, creano non pochi disagi a chi, come me, deve ricevere la merce dai fornitori».
A sollevare gran parte delle difficoltà, a detta dei negozianti, sarebbe proprio il rapporto con l’amministratore dell’edificio: un rapporto sempre più teso che, ultimamente, è sfociato anche in episodi poco civili, con urla e sfuriate. «Non vogliamo andare contro il volere dei condomini - precisano i negozianti - ma paghiamo un affitto e dobbiamo fare anche il nostro interesse: chiediamo solo di essere messi in condizione di lavorare.
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