Muore a 61 anni stroncato dalla sclerosi multipa: Andrea insegnava il rugby ai bambini

Originario di Treviso, ha vissuto per molto tempo a Pescantina, nel Veronese, dove dal giugno 2015 era Managing Director di Rugbytots, realtà dedicata all’avvicinamento al rugby dei più piccoli. Andrea curava l’organizzazione, cercava le palestre, formava gli istruttori e portava il progetto anche nei centri più piccoli 

Savina Trevisiol
Andrea Zanetti
Andrea Zanetti

Il rugby era stato il filo rosso della sua vita, prima giocatore con il Vecio Rugby, poi una passione diventata professione e un lavoro costruito attorno ai bambini: Andrea Zanetti (in foto) si è spento domenica 30 agosto a 61 anni, dopo quasi due anni segnati da una forma particolarmente aggressiva di sclerosi multipla.

Originario di Treviso, ha vissuto per molto tempo a Pescantina, nel Veronese, dove dal giugno 2015 era Managing Director di Rugbytots, realtà dedicata all’avvicinamento al rugby dei più piccoli. Andrea curava l’organizzazione, cercava le palestre, formava gli istruttori e portava il progetto anche nei centri più piccoli, dando così a tanti bambini la possibilità di scoprire e appassionarsi a questo sport fin dai primi anni.

«Con i bambini ci sapeva proprio fare», racconta la sorella Federica. «Era molto amato. Per lui il rugby era una fede, qualcosa che, quando ce l’hai dentro, non ti lascia più». Da giovane aveva giocato a rugby, mentre professionalmente aveva lavorato anche come agente di commercio, dopo essersi formato come odontotecnico all’Ipsia Alessandro Volta.

Poi, quasi due anni fa, la malattia aveva cambiato improvvisamente tutto. Le difficoltà nel camminare erano comparse rapidamente e Andrea era tornato a Treviso, nella casa dei genitori Ciro, 89 anni, e Marilisa, 85, in via Sordello da Goito, a Santa Maria del Rovere. La famiglia lo ha seguito giorno e notte affrontando un peggioramento continuo: prima il deambulatore, poi la sedia a rotelle e infine la necessità di assistenza costante.

«Mamma e papà hanno fatto tutto quello che potevano, con tutto l’amore che potevano dargli», racconta Federica. Accanto alla famiglia non è mai mancato l’aiuto dei vicini Lucio e Laura, che la sorella definisce «due angeli»: Lucio accompagnava Andrea alle terapie e passava ogni mattina per assicurarsi che tutto fosse a posto, alleggerendo il peso sostenuto dagli anziani genitori. Sono rimasti vicini ad Andrea anche gli amici storici Mario Bettiol, Federico Bellotto e Roberto Montellato, che la famiglia vuole ringraziare. «Per gli amici si faceva in quattro», ricorda Federica, «Era simpatico, sempre pronto alla battuta, ma allo stesso tempo molto riservato».

Andrea lascia i genitori, la sorella e il figlio Van, 21 anni, che viveva con lui a Pescantina. I funerali saranno giovedì 3 settembre alle 16 nella chiesa di S. Maria del Rovere. La famiglia ha chiesto di non portare fiori, ma di destinare eventuali offerte alla ricerca contro la sclerosi multipla.

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