Infermiere aggredito al Pronto soccorso di Treviso: preso per il collo e sbattuto contro una porta
L’uomo pretendeva informazioni sulla compagna, arrivata in ospedale dopo una presunta aggressione. L’infermiere ha riportato traumi e sette giorni di prognosi

Un infermiere in servizio al Pronto soccorso dell’ospedale di Treviso è stato aggredito nella notte da un uomo che chiedeva informazioni sulla presenza della compagna, poco prima accompagnata nell’area rossa perché aveva riferito di essere stata vittima di un’aggressione.
L’episodio è avvenuto alle 3.15. L’infermiere, in servizio al Triage, aveva accolto la donna e, insieme al medico, aveva raccolto la sua testimonianza e le prime informazioni sui traumi riportati. Nel frattempo, al Triage si è presentato il presunto compagno, chiedendo di sapere se la donna fosse in ospedale.
Nel rispetto del protocollo aziendale previsto per i Codici rosa, l’operatore non ha fornito alcuna informazione. Dopo essersi momentaneamente allontanato, l’uomo è tornato alla postazione insistendo per ottenere notizie. Secondo quanto riferito dall’Ulss, avrebbe quindi assunto un atteggiamento minaccioso, urlando e accusando l’infermiere di mentire.
La situazione è degenerata quando l’uomo ha oltrepassato la postazione del Triage e ha afferrato l’infermiere per il collo, spingendolo violentemente contro una porta scorrevole. L’operatore ha riportato traumi al collo e alla nuca.
L’aggressione è stata interrotta grazie all’intervento del servizio di vigilanza, che ha allontanato l’uomo. Una volta rientrato negli spazi interni, l’infermiere ha attivato il braccialetto anti-violenza e ha contattato le forze dell’ordine, allertando anche i colleghi presenti in turno.
Gli agenti, arrivati poco dopo, hanno raccolto la testimonianza dell’operatore e portato via l’aggressore. L’infermiere è stato sottoposto a visita medica e successivamente dimesso con una prognosi di sette giorni.
«All’infermiere vittima dell’aggressione va tutta la nostra vicinanza e solidarietà», ha dichiarato il direttore generale Giancarlo Bizzarri. «Non possiamo tollerare che chi applica rigorosamente i protocolli a tutela delle persone e dedica la propria professionalità alla cura diventi bersaglio di una violenza così cieca e brutale».
L’azienda sanitaria ha fatto sapere di essersi attivata per garantire il massimo supporto all’operatore e ha ringraziato il personale di vigilanza e le forze dell’ordine per il tempestivo intervento.
«Stiamo facendo e continueremo a fare tutto il possibile sul fronte della prevenzione, della formazione e dell’utilizzo della tecnologia per proteggere chi lavora nella nostra Azienda», ha concluso Bizzarri.
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