Inchiesta sull’attentato al vigneto I proprietari: «Atto di terrorismo»

Si indaga sulle cause dell’incendio di sabato. Il comitato anti-Prosecco: «No a ogni violenza» L’assessore regionale Bottacin: «Clima di odio e falsità, io più volte minacciato anche di morte»

MIANE. Preoccupazione, a Premaor e in tutto il Comune di Miane, per quanto accaduto sabato sera nel vigneto contestato. Lancia l’allarme l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin che per la sua azione di contrasto del mercato illegale dei rifiuti ha ricevuto minacce di morte ed è costretto a farsi proteggere dai carabinieri quando svolge conferenze su temi delicati.

LE INDAGINI

Dunque, sabato sera, a Premaor, un escavatore è andato in fiamme, generando un’esplosione. Il fatto è avvenuto nei pressi del discusso vigneto di Prosecco che, al centro di prolungate vicissitudini, ha ricevuto il via libera dal Tar dopo una richiesta di sospensiva presentata dal comitato dei residenti. La macchina è di proprietà dei proprietari del vigneto discusso ed era parcheggiata sotto la tettoia di un'abitazione privata al grezzo e quindi disabitata, anch’essa degli stessi proprietari. Sul posto sono intervenuti una squadra dei Vigili del fuoco di Vittorio Veneto e i carabinieri di Col San Martino. Vigili e militari dell’Arma sono ora impegnati nella ricostruzione della dinamica e nell'accertamento delle cause del rogo. In sopralluogo è giunto anche il sindaco del Comune di Miane, Denny Buso, che ha manifestato tutto il suo allarme per l’accaduto.

«ATTO TERRORISTICO»

I proprietari hanno espresso la loro rabbia sui social, parlando di “atto terroristico” e chiamando in causa il comitato, dando per scontato che si tratti di un atto intimidatorio legato alle vicende del vigneto. Ma Fabio Magro, presidente del comitato di Premaor, che in estate aveva guidato anche un corteo ambientalista contro la nuova vigna, ha espresso sui social network la propria condanna «con tutta la forza che ho verso chiunque usi la violenza al posto della giustizia». Angela Colmellere, parlamentare della Lega e già sindaco di Miane, afferma che quanto accaduto «è di una gravità inaudita».

STRANA COINCIDENZA

«Quanto accaduto a Premaor mi preoccupa molto» afferma Bottacin. «Non so ancora prer certo se l'incendio sia stato doloso o meno. So che i carabinieri e l'ufficio di polizia giudiziaria dei vigili del Fuoco di Treviso stanno analizzando le origini – fa sapere Bottacin - certo che se fosse accertato il dolo, la cosa sarebbe preoccupante. Un cittadino chiede le autorizzazioni agli enti preposti. Questi ultimi, dopo una accurata istruttoria, rilasciano le autorizzazioni. Un comitato di cittadini, legittimamente, esprime preoccupazione e si rivolge al Tar. Il Tar respinge la richiesta di sospensiva del comitato e il giorno dopo accade questo. Forse è tutto solo una combinazione, ma di sicuro, se non lo fosse, sarebbe gravissimo».

LA BATTAGLIA LEGALE

Insomma, difficile pensare a una strana coincidenza. Ma al riguardo Magro precisa, dal suo profilo Facebook, che «il Tar si è espresso solo sulla richiesta di sospensione dell’opera per la quale rimanda agli “approfondimenti propri della fase di merito”». In ogni caso, l’assessore Bottacin aggiunge che non vuole accusare nessuno, «ma credo – tiene a precisare - che instillare odio come purtroppo accade sempre più spesso negli ultimi tempi, poi possa portare all'azione di qualche ebete o, peggio, delinquente».

«accuse false»

E sul caso in questione, ricorda Bottacin, «ci sono state manifestazioni con affermazioni piuttosto pesanti e in alcuni casi anche false che hanno visto la partecipazione anche di politici. Io credo che ognuno debba poter esprimere le proprie opinioni, con toni che non travalichino e possibilmente senza che siano dette falsità; cosi come ognuno deve poter difendere i propri diritti, sia i proponenti che gli oppositori». L’assessore ribadisce, inoltre, che tutti dobbiamo rispettare le sentenze dei tribunali: «Ciò che nessuno deve poter fare è commettere atti delittuosi che vanno sempre condannati senza se e senza ma. Penso che su questo siamo tutti d'accordo. Libertà di opinione ma senza sconfinare negli illeciti. Ripeto: le indagini sono in corso e quindi non mi risulta alcuna oggettività. Ma se l'incendio fosse doloso e con finalità intimidatorie, sarebbe di una gravità inaudita». —

Francesco Dal Mas

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