Inchiesta Mose, si è dimesso il sindaco Giorgio Orsoni

Il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, si è dimesso questa mattina. La decisione è stata annunciata nel corso di una conferenza stampa. Ieri gli erano stati revocati gli arresti domiciliari, pur restando indagato nell'ambito dell'inchiesta sul Mose. Nel provvedimento del gip si citerebbe anche una richiesta di patteggiamento provenuta dalla difesa del sindaco e l'accordo, con la Procura, per una pena di nove mesi ridotta a 4 mesi e 15 mila euro per finanziamento illecito, grazie alle attenuanti generiche e ridotte di un terzo per il rito abbreviato.
Giorgio Orsoni è tornato sindaco a tutti gli effetti dopo la remissione in libertà decida dal gip. La carica era stata sospesa, dopo il provvedimento di arresti domiciliari nell'inchiesta Mose oggi revocato dal Gip, dal prefetto sulla base di quanto prevede dalla legge Severino.
Orsoni era stato arrestato, e posto ai domiciliari, il 4 giugno scorso, assieme ad altre 34 persone nell'ambito dell'operazione della Gdf su presunte tangenti e finanziamenti illeciti collegati agli appalti del Mose.
Orsoni era arrivato alle 13 a Ca' Farsetti. Per entrare ha dovuto fendere un muro giornalisti. E' stato accolto da un applauso dei dipendenti. Era "scortato" da alcuni vigili urbani e dai due legali di fiducia, Daniele Grasso e Maria grazia Romeo.
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