Vittorio Veneto, tre incendi nel giro di sei giorni: indagano i carabinieri forestali
Tre roghi in pochi giorni tra Vittorio Veneto e il Col Visentin fanno scattare l’allerta: tra le ipotesi, la distrazione degli escursionisti e il dolo

La Regione Veneto ha dichiarato lo “stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi”, in particolare lungo la Pedemontana da Valdobbiadene a Vittorio Veneto. Se questa situazione perdurerà sino a ferragosto, senza che nel frattempo arrivino precipitazioni importanti, sono a rischio anche i Fuochi di Santa Augusta, cioè lo spettacolo pirotecnico che Serravalle offre ogni mezzanotte del 21 agosto, dalle pendici del monte dedicato alla martire.
Anche Giorgio Taffarel, presidente dell’Associazione Volontari Antincendi Boschivi non nasconde la sua preoccupazione. «In nemmeno una settimana abbiamo compiuto tre uscite, in supporto ai vigili del fuoco, solo qui a Vittorio Veneto» ci dice «siamo in piena siccità ed è sufficiente la più banale disattenzione per attizzare le fiamme». Indagini da parte dei carabinieri forestali e dei Servizi regionali sono in corso per capire se ci può essere stata dell’autocombustione o, all’opposto, del dolo, oppure della colpa (mozziconi di sigarette o picnic abbandonati) all’origine delle fiamme che hanno bruciato 1.500 metri quadrati di versante boschivo lungo l’A27 a Savassa di Vittorio Venetto. I due eventi si sono verificati uno a ridosso dell’altro. Un terzo è avvenuto un quota, sulle pendici del monte Visentin. Difficile dire se possano essere opera di un unico piromane o di una serie di disattenzioni da parte degli escursionisti.
Di certo, pare assai improbabile che il bosco possa essersi incendiato da solo. Due giorni fa era andato a fuoco il bosco a Negrisiola nei pressi del lago Rastello, era arrivato anche l’elicottero Drago da Venezia, impegnati i vigili del fuoco di Conegliano e Vittorio Veneto e squadre anti incendi boschivi di Vittorio Veneto per un totale di 30 unità. Il secondo episodio nel giro di 24 ore a poche centinaia di metri da quello precedente.
E prima era toccato al Col Visentin. «L’autocombustione in questo contesto ambientale non è da escludere, ma difficilmente può capitare» afferma Taffarel, che ha lunghi anni di esperienza nel volontariato di vigilanza di tutela dei boschi. Da Valdobbiadene a Vittorio Veneto, il personale a disposizione delle varie sezioni Avab esce quotidianamente in pattuglia per vigilare sui territorio più a rischio. In questi giorni di emergenza, il divieto di accendere fuochi è assoluto.
Del resto, è anche il periodo in cui i boschi vengono maggiormente presi d’assalto da visitatori e turisti, non si può quindi escludere che il classico mozzicone di sigaretta o il fuoco non controllato possa essere il responsabile di questi ultimi incendi che, oltre a costringere a lavoro supplementare volontari e pompieri, poteva mettere a rischio la stessa visuale per gli automobilisti lungo l’A27.
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