In diecimila per la reliquia del Papa beato
Il rettore del santuario: «Questo luogo di preghiera è stato trasformato»

Da sinistra i fedeli durante la preghiera al santuario di Motta La reliquia di Papa Giovanni Paolo II durante il viaggio in basilica
MOTTA DI LIVENZA.
Oltre 10mila fedeli per la reliquia di Giovanni Paolo II al santuario della Madonna dei Miracoli. «Motta non sarà più la Motta di prima - ha affermato il padre rettore del santuario Alfonso Cracco durante la messa solenne di domenica - dopo il giubileo mariano e dopo questa santa presenza del beato Giovanni Paolo, questo luogo di preghiera che ha avuto il privilegio di ospitarla è stato trasformato». Sono incerti i dati sull'affluenza in basilica per l'ostensione della reliquia di Giovanni Paolo II: dal comitato organizzatore Mario Po' afferma siano stati almeno 30 mila i fedeli che hanno pregato davanti al reliquiario. Difficile fare i conti, ma la stima apparentemente più verosimile si attesta sui 10mila fedeli. I dubbi sulle cifre non sminuiscono la portata dell'evento: tantissima gente, che in quest'epoca considerata di «scristianizzazione» ed in questa società sempre più atea, si è ritrovato sabato sera, la notte e tutta la domenica, in basilica a pregare davanti ad una reliquia. Tanta l'emozione tra la gente, onorata di poter vivere un evento di questa portata. Indubbiamente l'amatissima figura di Giovanni Paolo II è ancora fresca nella memoria collettiva. Evidentemente la fede ha anche bisogno di questo genere di stimoli, meno teologici e più concreti. Nel poco tempo che il lento fluire della folla concedeva, i fedeli hanno raccomandato se ed i propri cari al beato Giovanni Paolo, accostando alla teca che conteneva il reliquiario rosari, santini e fotografie. C'è chi spera in un miracolo, in fondo la reliquia è esposta nella basilica della Madonna dei Miracoli, e la figura di papa Wojtyla è legata a doppio filo con quella di Maria. Tantissimi i pellegrini dal Veneto e dal Friuli, ma anche dall'Austria, dalla Slovenia e dalla Croazia. Sabato sera alle 20.30 puntuale, la reliquia ha fatto il suo ingresso in basilica dal portone principale. Adagiata su un letto di fiori gialli e bianchi, è stata poi collocata nella teca a lato dell'altare maggiore da padre Alfonso e da Carlo Balljana, scultore realizzatore del reliquiario. La celebrazione di apertura dell'ostensione della reliquia è stata condotta dal vescovo emerito della diocesi di Concordia-Pordenone mons. Ovidio Poletto alla presenza di circa 3mila fedeli. Tutta la notte di sabato si è svolta una partecipatissima veglia di preghiera con diverse proposte di meditazione sul pensiero di Giovanni Paolo II. La prima messa del mattino è stata celebrata domenica alle 7 dal vescovo della diocesi di Vittorio Veneto mons. Corrado Pizziolo alla presenza di circa 1.500 persone. La solenne celebrazione eucaristica delle 10 è stata invece presieduta dal vescovo emerito di Vittorio Veneto mons. Alfredo Magarotto. Domenica pomeriggio il programma è stato rovinato da un temporale che ha colpito Motta di Livenza proprio attorno alle 16, orario di inizio dei riti conclusivi previsti all'aperto sul sagrato della basilica. La processione è stata annullata e la recita dei vespri, con oltre duemila fedeli, si è svolta in basilica. La preghiera è stata condotta dall'arcivescovo del Benin monsignor Pascal N'Koue.
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