In Cansiglio riaprono le piste da sci di fondo «Servono cannoni artificiali e illuminazione»

il progetto
Pochi sanno che sull'altopiano del Cansiglio ci sono ben 30 chilometri di piste per lo sci da fondo. L'altra notte, quando sono arrivati i primi 20 centimetri di coltre bianca, Franco Della Libera, che da 63 anni gestisce quanto rimane dell’area sciistica nell'antico bosco da remi della Serenissima, ha rimesso in moto il suo gatto delle nevi e ha cominciato a battere i primi 3,5 km di tracciato.
Si tratta delle piste che sono illuminate anche di notte, per cui il fondo è praticabile pure quando cala il buio. Ieri pomeriggio, Della Libera, che si prende cura anche del campo di golf, ha sistemato la pista che si trova in quell'area e che è lunga 5 km. «Per oggi– conferma Della Libera –siamo in grado di offrire agli appassionati circa un quarto dell'intera rete. È un buon punto di partenza, se consideriamo le condizioni climatiche degli ultimi anni». È la prima volta, dopo una decina d'anni, che in Cansiglio fiocca la neve a metà dicembre. Pochi i Natali vissuti in foresta con la neve. L'inverno scorso le precipitazioni sono arrivate quando era già primavera, 50 cm di spessore nel mese di maggio, ovviamente inadatti per sciare, ma tali da schiantare ben 10 mila piante. Inutile negarlo, il cambiamento climatico esiste eccome, ma sul Cansiglio non ci si dà per vinti.
«Franco Della Libera è un “lupo di montagna” – sostiene Daniele Dal Mas, dell'associazione Uniti per Valsalega – ha dedicato la sua vita al Cansiglio, portando quassù perfino lo sci da discesa. Ha smantellato gli impianti progressivamente, non avendo la garanzia della neve. Gli rimane il fondo». Della Libera non può che confermare: «Qui vengono a sciare anche i bellunesi che possono contare su stazioni ben più attrezzatei, ma che riconoscono che le nostre piste di fondo sono tra le migliori». Quanto rimarrà la neve caduta venerdì? È presto per dirlo. Se persiste il freddo di queste ore, dato che il Cansiglio è tra le località più gelide della montagna veneta, con la Val Menera che scende spesso a 20 gradi sotto zero, per le feste si può restare tranquilli. Ma Della Libera, in verità, teme le previsioni meteo che danno pioggia in arrivo. Lui, in ogni caso, non si dispera. Si accontenta delle opportunità che gli vengono date e ricorda di avere a disposizione non solo gli sci per il fondo, ma anche le ciaspole per chi vuole entrare nei sentieri del bosco e gli slittini per gli appassionati delle picchiate dal Col Dar o dal San Marco.
Ma Della Libera sta portando avanti anche un piccologrande progetto: realizzare l’ illuminazione di gran parte, se non tutti, i 30 km di piste tracciabili sulla piana. «A suo tempo si parlò anche di uno stadio naturale del fondo, con piste attrezzate e illuminate. Ma poi arrivarono i cambiamenti climatici, con intere stagioni prive di neve. Potendo tuttavia contare su temperature piuttosto rigide, è evidente che avendo un po' d'acqua e dei cannoni, la neve si può anche fabbricare» afferma Della Libera. Per fare del Cansiglio un polo sciistico di riferimento, capace di tenere testa ai mutamenti del clima, ci vogliono coraggio e investimenti. Senza dimenticare che la proprietà di gran parte del Cansiglio è della Regione e dell'Amministrazione Forestale. Quel che è certo è che il potenziale del paesaggio e la creazione di infrastrutture e attrezzature adeguate, potrebbero dare il la al rilancio.
Oggi, in ogni caso, i turisti della domenica che si affacceranno sulla piana, saranno numerosi, come sempre accade a seguito di una nevicata. Già ieri si sono affacciati tanti appassionati del fondo per riscontrare la condizione delle piste, non appena si era diffusa la voce che Della Libera le stava sistemando. «È pronto un primo assaggio – anticipa il gestore– ma non ci sono i “binari”, quindi bisogna accontentarsi». A creare qualche problema al gatto delle nevi in azione sono state le talpe che bucano il terreno. «Non ne ho mai viste così tante e con 20 cm di neve» dice Della Libera.
Saranno aperti oggi tutti i ristoranti che evidentemente faranno il pieno, come d'estate. Impraticabile, invece, la strada che sale al monte Pizzoc. «È gelata e scivolosa– aggiunge Dal Mas– poiché la neve di solito rimane sul posto».
Qualche problema anche per i forestali che stavano ultimando la bonifica del bosco dagli ultimi schianti della tempesta Vaia. —
Francesco Dal Mas
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