Sgombero park Dal Negro, imprenditrice anonima regala ai profughi altri sette giorni in hotel

L’annuncio di Mirella Tuzzato proprio quando i migranti stavano tornando al parcheggio dopo le notti in albergo: «Ho avvertito subito i ragazzi». La proposta dell’amico di Little Tony: «Casa a prezzo calmierato per operai»

Lorenza Raffaello
Nella foto grande, gruppo di migranti ospitati a Villa Fiorita.
Nella foto grande, gruppo di migranti ospitati a Villa Fiorita.

Non dormiranno per strada e neanche torneranno al parcheggio Dal Negro come si stavano preparando a fare gli otto ragazzi che ieri mattina hanno lasciato l’hotel pagato da un imprenditore trevigiano. Mercoledì notte, infatti, sono tornati al Park hotel Villa Fiorita di Monastier ad occupare le stesse stanze che avevano lasciato: un’imprenditrice del Nord Est, anche lei in forma anonima, ha saldato il conto per un’altra settimana di soggiorno. Non solo.

Un altro uomo d’affari trevigiano, Roberto Valerio, ideatore e responsabile della mostra permanente Little Tony Collection a Valdobbiadene, ha messo a disposizione a prezzo calmierato un appartamento di sua proprietà, ammobiliato e da 8 posti letto, a Cornuda, per imprenditori che hanno la necessità di fornire una camera ai propri operai. Qualcosa si muove, anche se manca sempre una soluzione definitiva.

È la svolta?

Il nodo migranti ed emergenza abitativa per gli stranieri può essere risolto grazie all’intervento spontaneo, ma contingentato di alcuni imprenditori? Negli scorsi giorni si cercava una soluzione strutturale al problema, una svolta capace di cambiare il paradigma. Il parcheggio “dormitorio” era stato sgomberato dai suoi inquilini abusivi, ripulito da immondizia e cattivi odori.

Migranti ospiti in hotel, l’odio social si riversa sull’imprenditore-benefattore
Senza fissa dimora all'Hotel Villa Fiorita a Monastier

Invece, trascorse due settimane dal 16 aprile, giorno dello sgombero, le cose - al netto degli otto ospitati in albergo - sono tornate quasi come prima, seppur con numeri inferiori. Sono tornati i giacigli e le coperte negli stalli auto, e gli utenti del parcheggio hanno ripreso a segnalare la presenza di senzatetto. Un’altra settimana in albergo, per un piccolo numero di senza dimora, è un’altra toppa.

Il mondo imprenditoriale

Oggi quindi sarebbe dovuto essere il giorno 1 di un nuovo corso. Dopo lo sgombero del parcheggio, la città si era prodigata per aiutare i ragazzi rimasti per strada. I volontari, esponenti di diverse associazioni e sigle politiche di sinistra avevano dormito con loro all’addiaccio sotto i portici di via Municipio per due notti, finché un imprenditore rimasto anonimo (con suo sollievo considerando gli insulti e le parole d’odio online) aveva scelto di pagare una settimana in albergo in modo tale che i migranti potessero prendere fiato, mangiare, lavarsi con acqua calda e dormire in un letto. L’iniziativa è stata reiterata ieri da un’imprenditrice. Per la seconda settimana consecutiva i migranti avranno vitto e alloggio pagati. Uno di loro è tornato lo stesso a dormire al Dal Negro.

In strada di notte, nei campi di giorno: la rete dei senzatetto assunti dalle coop
Molte delle persone sgomberate dal park Dal Negro lavorano in agricoltura

Lavora di notte e attualmente non ci sono mezzi pubblici che collegano il centro al Park hotel Villa Fiorita: «Non volevo pesare sui volontari che le prime notti mi hanno accompagnato fino a Monastier, ho scelto di venire a dormire in parcheggio, così non dovevo chiedere un passaggio», si sarebbe giustificato. Mercoledì sera Mirella Tuzzato, presidente di Veneti Schiacciati dalla crisi e promotrice di questa catena di solidarietà, si è recata davanti alla Caritas per avvertire i ragazzi che avrebbero dormito in hotel. Intanto al parcheggio di fronte si è visto qualche movimento: ieri notte si erano piazzati in 15.

Il prossimo sgombero

Nel frattempo, indipendentemente dalle presenze o meno, per giugno è stato fissato lo sgombero numero 2, prodromico alla chiusura del park con porte automatiche che permetterebbero l’accesso ai soli automobilisti. Mercoledì mattina in prefettura si è svolto il consiglio territoriale per l'immigrazione con l’obiettivo di individuare possibili percorsi alternativi di accoglienza.

Mentre all’inizio della prossima settimana sarà la volta del summit di Partecipare il presente, un collettore tra associazioni e imprenditori con un obiettivo: mettere insieme le competenze e trovare una soluzione strutturale al problema. 

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso