Il restyling della ex cava frenato dall’aeroporto

Il piano disegnato dallo Studio Made per la Rachello è in stand by da anni Dal Zilio: «Progetto irrinunciabile e importante, ma i voli sono un ostacolo»
QUINTO. A Quinto sogni, desideri e volontà urbanistiche devono fare i conti con due fattori principali: crisi edilizia ed aeroporto "Canova". Il secondo, ovviamente, ad incidere drammaticamente sul primo. Quasi in tutti gli ambiti, dal pubblico al privato, e compresi gli ambiti misti in cui magari il privato lavora anche per il pubblico come nel caso del progetto dello studio Made Associati di Treviso, in stand by nonostante sia stato promosso anche dalla storica rivista “Abitare”.


Riguarda il recupero dell'area dell'ex cava Biasuzzi, tra il piazzale degli Alpini e via Costamala, commissionato dalla ditta Rachello Costruzioni, proprietaria dell'area. Qui il fiume Sile si apre placido a formare il laghetto superiore, regalando uno dei propri scorci più belli. E sono proprio le caratteristiche del luogo, in pieno parco del Sile e speciale habitat naturale, sfruttato per anni per l'estrazione della ghiaia, ad aver aperto in particolare negli ultimi anni varie idee per la sua riconversione. Da oltre trent'anni, infatti, le strutture ed i magazzini dell'ex cava sono lì, abbandonate, a sancire con i propri capannoni uno scenario prettamente industriale. E la Rachello, che con il comune di Quinto ha stretto un accordo pubblico-privato per convertire la zona a beneficio pubblico, con strutture fisse per le associazioni (l'area è la stessa dove si svolge la storica Festa sul Sile), zone per lo sport ed immobili ricettivi, da adibire anche ad auditorium, si trova attualmente bloccata. Gli aerei che quotidianamente attraversano i cieli, o meglio, le case di Quinto, bloccano tutto. Svalutano terreni e compromettono praticamente ogni tipo di investimento. Compreso questo all'ex Biasuzzi, che supera i 3 milioni di euro. Non a caso, in seguito all’ultimo progetto di sviluppo dell'aeroporto "Canova" attualmente al vaglio del Ministero dell'Ambiente (i precedenti erano stati tutti bloccati), la Rachello Costruzioni - che è proprietaria anche di un terreno di circa 130 mila metri quadrati a poca distanza dall'area dell'ex cava - aveva inviato delle osservazioni al Ministero in cui argomentava come nuove rotte ed aumento dei voli al Canova decretassero «un’irreversibile modificazione ambientale con l’azzeramento del valore del terreno».


Ed i ragionamenti valgono anche per l'area del laghetto. «Senza la crisi edilizia ed i piani di sviluppo dell'aeroporto il progetto sarebbe già arrivato a termine» spiega il primo cittadino di Quinto Mauro Dal Zilio, «si tratta di un'opera ad alto beneficio pubblico, su più fronti. Le intenzioni restano ed il piano di riconversione dell'area è solo in attesa di tempi migliori. Confidiamo comunque il Ministero torni a bocciare i progetti di Save: il nostro territorio sta già subendo tutte le conseguenze, questa sarebbe l'ennesima».


Alessandro Bozzi Valenti


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