Il pm: «Velo e Rossini a processo»

«Antonio e Loretta Velo a processo, assieme a Marco Rossini, Marco Moretti e Maurizio Pontarolo»: è questa la richiesta avanzata dal pubblico ministero che ha coordinato le indagini sulla presunta frode milionaria che ha coinvolti i cinque indagati. L’udienza preliminare in cui il gup deciderà sull’eventuale rinvio a giudizio è stata fissata per il prossimo 14 marzo.
Fatture per operazioni inesistenti da 100 e 200 mila euro, ma anche da oltre mezzo milione. Emesse in una manciata di mesi tra il 2009 e il 2010, sempre dalle medesime società “cartiere” che venivano effettivamente pagate, salvo poi far rientrare il denaro in azienda “ripulendolo” attraverso un altro giro di fatture false emesse a favore di un’azienda tedesca. Un sistema adottato, secondo gli inquirenti, sia dalla Velo Spa che dalla Cmr Srl, l’azienda successivamente amministrata da Marco Rossini, dopo la sua uscita dal gruppo di Altivole. Gli agenti della Guardia di finanza in questi mesi hanno ricostruito in maniera capillare il modus operandi della coppia Velo-Rossini, la doppia mente di una frode milionaria al fisco emersa solo lo scorso febbraio.
Antonio e Loretta Velo, padre e figlia ai vertici della Velo Spa, e Marco Rossini, allora consigliere di amministrazione, per evadere le imposte sui redditi e l’Iva avrebbero utilizzato fatture emesse per operazioni inesistenti da Simone Girardi e Davide Ziggiotto, amministratore e titolare formale della ditta individuale “Davide Ziggiotto”, e da Simone Girardi, amministratore di fatto della ditta individuale “GS” di Gattazzo Silvano. Tredici fatture nel solo mese di dicembre del 2009 con importi da capogiro: 614.709 euro, poi 575.706, 610.348, 473,343, 344.500 e via con cifre sempre attorno ai 200 mila euro. Fatture indicate nelle dichiarazioni annuali relative agli anni 2009 e 2010, che hanno permesso di detrarre indebitamente l’imposta sul valore aggiunto per 845 mila euro. Fatture che sarebbero state poi effettivamente pagate alle ditte Ziggiotto e GS, salvo poi far rientrare il denaro nelle disponibilità della Velo Spa, a titolo di pagamento di altrettante fatture per operazioni inesistenti emesse dall’azienda di Altivole per la cessione di non meglio determinati progetti alla tedesca Tmd Gmbh, amministrata da Maurizio Pontarolo e Marco Moretti. Un meccanismo di cartiere complesso ma calibrato alla perfezione, proseguito - secondo la ricostruzione della Finanza e della Procura - da fine 2009 a fine 2011.
Fabio Poloni
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








