Il Pdl: Gildo Salton ci ha tradito
Castro: «All'oscuro della sua nomina a direttore». Presidenza verso la Lega

Da sinistra Maurizio Castro e Fabio Gava
Bufera Ascopiave: dopo le ire del Carroccio, Gildo Salton si becca la sfuriata del Pdl. «Non solo la Lega ma anche il Pdl - precisa Maurizio Castro, coordinatore provinciale degli azzurri - era completamente all'oscuro della nomina del presidente Salton anche a direttore generale di Ascopiave. A questo punto temiamo che la Lega, in aprile, rivendichi la presidenza di Ascopiave. Ci auguriamo, se così fosse, che almeno scelga un manager capace». E non il «solito» politico di turno, tipo Toni Da Re, segretario provinciale del Carroccio e sindaco di Vittorio Veneto... Colpo di scena: anche il Popolo della Libertà striglia Gildo Salton, il manager pubblico più pagato della Marca, che oggi nell'ordine è presidente di Ascopiave (il colosso del gas) in scadenza in aprile, nuovo direttore generale di Ascopiave e, da sabato scorso, presidente riconfermato di Asco Holding (società capogruppo). A far infuriare prima la Lega e ora lo stesso Pdl, che è il partito di riferimento del manager, è stata la recente nomina di Gildo Salton a direttore generale (assunto a tempo indeterminato) della società. La Lega l'ha letto come un blitz di Salton per blindarsi contro la scalata del Carroccio alla società. E il Pdl? Salton, di area gaviana, avrebbe tenuto all'oscuro della sua nomina a direttore sia il senatore Castro che lo stesso onorevole Fabio Gava, i due coordinatori provinciali del Pdl. Il Carroccio ha avvertito: «Annunciamo che il nuovo presidente Ascopiave, in primavera, sarà un uomo vicino alla Lega. E metterà in discussione la nomina del direttore». Ma anche il Pdl ci va giù pesante: «Caschiamo dalle nuvole - dice Castro - Salton avrebbe dovuto informarci con largo anticipo delle sue mosse». Si apre quindi seriamente l'ipotesi che il Pdl, per motivi di opportunità politica, scarichi Salton e ceda la presidenza ai padani. E Gildone? Minimizza: «Da tempo svolgevo già il ruolo di direttore, nella mia veste di amministratore delegato. Ma per legge, da gennaio, da amministratore delegato sono diventato direttore generale (oltre che presidente Ascopiave e Asco Holding, ndr) ma senza prendere un euro in più. Non mi sono nominato io, lo ha fatto il comitato di controllo. La presidenza Ascopiave? Spero di essere riconfermato».
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