«Il pasticcio? Tutta colpa di chi amministrava»

«Le responsabilità sono politiche, non di chi ha lavorato negli uffici». Sul caso «aeroporto & vincoli», esploso nelle scorse settimana dopo la bocciatura da parte di Enac del piano di rischio...
ZAGO TREVISO PRESENTAZIONE LISTA DEI CANDIDATI AL PD ALLE ELEZIONI COMUNALI, IN FOTO NEGRO GIOVANNI AGENZIA FOTOGRAFICA FOTOFILM
ZAGO TREVISO PRESENTAZIONE LISTA DEI CANDIDATI AL PD ALLE ELEZIONI COMUNALI, IN FOTO NEGRO GIOVANNI AGENZIA FOTOGRAFICA FOTOFILM

«Le responsabilità sono politiche, non di chi ha lavorato negli uffici». Sul caso «aeroporto & vincoli», esploso nelle scorse settimana dopo la bocciatura da parte di Enac del piano di rischio dell’aeroporto e della variante 48 al Prg con cui ci pensava di sanare le criticità del piano, la commissione Urbanistica mette nel mirino le giunta Gobbo. Ed elogia apertamente il lavoro degli uffici, dopo la relazione di Luca Tortora, numero due del settore Urbanistica. Lunedì sera l’architetto ai commissari ha illustrato la variante 48 al Prg e le tappe delle complessa vicenda, negli anni fra 2006 e 2012. «Una relazione dettagliata, accurata ed esaustiva», è stato detto da più di un commissario di maggioranza.

C’è chi, nel centrosinistra, non esita a parlare di «responsabilità politiche da individuare», chi di «ritardi nell’applicazione del piano», chi di «inspiegabile stallo amministrativo da parte di chi governava».

In ogni caso, la posizione del presidente della commissione, Giovanni Negro (Impegno Civile) si allinea con l’amministrazione comunale: «A questo punto, ricostruita l’intera vicenda nelle relazioni del dirigente Barbieri e di Tortora, non ci resta che attende il responso dell’Enac, e procedere di conseguenza»

Sarà dunque l’Ente nazionale per l’aviazione civile a fare chiarezza sull’intera, intricata questione amministrativo-urbanistica. Da un punto di vista tecnico si attende proprio il verdetto di Roma per rileggere sia il piano di rischio che le criticità evidenziate in un primo tempo dallo stesso Comune, ma poi amplificate dell’Enac nel momento in cui aveva messo sotto accusa le concessioni rilasciate a complessi edilizi ed attività produttive nella fascia di territorio più vincolata attorno al Canova: tre aree fra San Giuseppe e Sant’Angelo che arrivano fino a una parte del centro storico, nel lungo «corridoio» di decollo e atterraggio.

Da un punto di vista più squisitamente politico e di linea di indirizzo di Treviso Bene Comune, spiccano due aspetti.

Il primo è la totale fiducia che ora sta emergendo nella maggioranza verso i dirigenti che hanno rilasciato le concessioni edilizie (Marina Tazzer, già numero uno dello sportello Unico, ora in pensione) e delle pianificazioni (Stefano Barbieri, capo dell’Urbanistica). Il secondo è il marchio politico sugli atti urbanistici per segnare una «svolta decisa» rispetto alla Lega. Come già ribadito nel vertice di maggioranza c’è la chiara volontà di tracciare una «discontinuità rispetto al passato»: se non sarà possibile con i piano di rischio, toccherà alla variante al Prg. Come già avvenuto per il Pat, in termini di vincoli più rigorosi, di «attenzione al territorio e a chi ci abita». E trattandosi del Canova, anche di «sicurezza collettiva».

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