Il network del caro estinto Due click per un funerale

Due click per organizzare un funerale. Il primo per scegliere una delle sei soluzioni proposte nella home page del sito: dalla più economica da 1.480 euro (cofano in abete naturale, mazzo di fiori miste, imbottitura standard), a quella “deluxe” da 5.980 euro (cofano in legno pregiato, imbottitura lusso, mezzo cuscino di rose). Il secondo per inserire il luogo di residenza e i dati personali. Entro un’ora si sarà ricontattati. Per i tradizionalisti c’è anche l’opzione classica: un numero di cellulare che risponde 24 ore al giorno.
È il funerale “su misura”, o meglio digitale, e lo ha reso possibile il primo network di agenzie funebri d’Italia, Rete Funeraria Italiana, con sede a Villorba. Il “sarto” di questa aggregazione è il consulente trevigiano Moreno Trevigne, grande esperto di reti d’impresa, che ha fiutato come anche il mondo dei funerali potesse aderire alle nuove logiche di mercato. Una rete d’imprese in tutto e per tutto uguale ai tradizionali consorzi in cui le aziende - di qualsiasi settore - si associano per risparmiare sugli acquisti o velocizzare i tempi di risposta. E infatti anche per i funerali di Rfi la configurazione della nuova società permette costi più contenuti, rapidità, prezzi certi sempre e comunque. Oggi sono nove le imprese associate a Rfi, una sorta di franchising che mette a disposizione dei clienti 67 addetti, opera in quattro Regioni e 16 province. Paradossalmente non c’è (ancora) Treviso: la rete comunque è in fase di espansione e anche alcune agenzie di onoranze funebri di Marca hanno chiesto di essere associate, tra i requisiti ci sono vari standard di qualità e un’esperienza nel settore di almeno trent’anni.
Per i clienti, appunto, la novità non è solo nei costi più contenuti a parità di servizio ma anche nella rapidità della risposta da parte degli addetti, grazie alla possibilità di procedere con le pratiche via web. Oggi dal sito (Retefunerariaitaliana.it), domani da una chat che sarà introdotta a breve, dopodomani (chissà) forse anche da un’app sullo smartphone. Rfi ha sottoscritto, infine, una carta dei servizi consegnata anche alle associazioni di consumatori: «In questo modo il cliente non avrà sorprese» spiegano dall’azienda, «non siamo preventivatori, quando qualcuno ci contatta viene richiamato entro un’ora dall’impresa associata della zona in cui vive».
La novità sembra già digerita: potenzialmente, con la rete attuale, Rfi può garantire 1.600 funerali ogni anno. «Ci siamo accorti che anche il momento del “fine vita” e del congedo necessita - come tutti gli altri settori economici - di un adeguamento che, pur partendo da valori fondanti come fiducia e rispetto, deve essere competitivo sui prezzi e sui servizi» spiega il presidente di Rfi, Gianluca Landriani. «Soprattutto di fronte al dolore, ogni famiglia e ogni cittadino ha il diritto di contare su prezzi certi, alla portata di tutte le tasche, che non cambiano a fine funerale, e su servizi evoluti, personalizzati, al passo con la complessità dei tempi, delle relazioni, dei nuovi canali di comunicazione. L’annuncio, il necrologio, i fiori, le epigrafi sono solo alcuni degli aspetti, ormai tradizionali ma in rapida evoluzione. Stiamo andando verso una dilatazione del ricordo della persona cara, e per questo motivo offriamo una vasta gamma di possibilità di partecipazione, in modo che ognuno possa trovare il “suo” modo di partecipare e di esprimere le condoglianze, ma anche di ricordare in futuro».
(a.d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








