Il Fai apre Ca’ Spineda, ancora un successo

Un altro “assedio” a Ca’ Spineda: anche ieri, come sabato, lunghe code per visitare la storica sede di Fondazione Cassamarca, aperta al pubblico per le “Giornate di primavera” del Fai, Fondo ambiente italiano.
Il sole primaverile e la possibilità di vedere da vicino gli “scrigni” culturali solitamente chiusi hanno portato centinaia di persone a mettersi in fila, ieri come sabato, in piazza San Leonardo a Treviso. Ca’ Spineda dal 1935 è sede di rappresentanza di Fondazione Cassamarca: anche ieri tantissima gente si è messa pazientemente in coda per visitare il palazzo costruito su commissione della nobile famiglia Spineda nella seconda metà del sedicesimo secolo. Il palazzo subì poi ristrutturazioni e ampliamenti durante il XVIII secolo, sempre ad opera della stessa famiglia, che ne fu proprietaria fino al secolo successivo. Il 15 novembre 1866 Ca’ Spineda ebbe ospite Vittorio Emanuele II.
L’altra città della Marca scelta dal Fai per le “Giornate di primavera” è Conegliano, e anche in questo caso è stato un successo. Il pubblico è accorso numeroso per la passeggiata sulle mura del Castello, di proprietà privata e solitamente chiuse al pubblico, partendo dalla chiesetta di Madonna della Neve e con l’accompagnamento dei ragazzi del liceo Marconi. Ieri, anche a Conegliano, la raplica del successo di sabato, con visite aperte dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18. A Conegliano è stato aperto anche il cimitero ebraico di viale Gorizia, negli stessi orari.
«Un weekend che non somiglia a nessun altro», così ha presentato l’iniziativa nazionale il Fai, «E si riconosce subito: centinaia di migliaia di persone escono di casa e occupano l’Italia, scoprendone aspetti inediti e insoliti grazie alla possibilità di conoscere luoghi che non si possono visitare e storie che non vengono mai raccontate».
Negli anni scorsi hanno partecipato oltre otto milioni e mezzo di italiani a questa iniziativa. L’edizione di quest’anno ha previsto oltre novecento visite straordinarie a contributo libero in 380 località in tutte le regioni d'Italia: «è il più importante evento di piazza dedicato ai beni culturali, una grande festa che si svolge fuori e dentro di noi», spiega il Fondo ambiente italiano, «Fuori ci sono i luoghi dove darsi appuntamento per “riconoscersi” e vivere la gioia della cultura, tutti insieme in una serena atmosfera di condivisione. Dentro ci siamo noi, con le nostre storie e con la nostra curiosità a personalizzare ciò che vediamo. Molte cose non sono le stesse, nei due giorni di aperture eccezionali organizzate dal Fai: gli italiani non si innervosiscono mentre sono in coda in attesa di visitare un luogo, ma ne approfittano per confrontarsi e condividere esperienze; gli adulti non sono coloro che trascinano i giovani, ma al contrario sono i giovani, volontari e apprendisti ciceroni, a guidare gli adulti. E tanti luoghi si trasformano: da chiusi e invisibili ora si aprono, da ignoti diventano noti e anche quelli che fanno parte della vita di tutti i giorni (stazioni, fabbriche, porti) si svelano ricchi di sorprese». (f.p.)
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