Il “ciao” di Monfumo al suo oste Luciano

MONFUMO. Il paese di Monfumo ha salutato ieri il suo oste Luciano Dall’Armi: «Ciao piccolo grande uomo». Dall’osteria di via Chiesa ieri pomeriggio gli amici di una vita assieme alla moglie Anna e alle figlie Mara, Elisa e Silvia si sono dati appuntamento per l’addio straziante al loro amatissimo oste. Lui, Luciano Dall’Armi, morto a 87 anni e una vita dedicata al suo locale ha lasciato davvero un vuoto enorme. Sopra i colli nella piccola chiesa di San Giorgio a Castelli di Monfumo alle 16 di ieri è stato celebrato il suo funerale. In lacrime chiusa in dolore composto coperta da un velo nero e nascosta da grandi occhiali scuri, la moglie Anna, in lacrime ha abbracciato tutti i vecchi amici del marito. Un amore immenso, un affetto che li ha tenuti legati per una vita intera. Il corteo funebre è partito in silenzio a piedi dalla sua osteria. La sua vita fino a qualche giorno prima era stata li tra i fornelli dove aveva sfornato tra le prelibatezze migliori per il palato e una chiacchera con gli amici di sempre. «Molti mi hanno detto che è peccato celebrare la messa oggi, cioè di domenica», ha dichiarato durante l’omelia il parroco don Antonio, «ho risposto di no, che non è vero. Ho voluto celebrare la messa ugualmente nel secondo giorno di Quaresima per salutare il nostro Luciano un amico di sempre». «Non è solo un giorno di dolore», ha continuato il parroco, che ha concelebrato la funzione religiosa con don Venenziano, «oggi è anche un giorno di festa, di gioia per il nostro caro amico che è nella grazia del Signore».
Conosciutissimo da ogni parte della Marca, a rendere celebre Luciano Dall’Armi dietro i fornelli era stata soprattutto la sua frittata. Una ricetta che aveva inventato e di cui ne andava fiero. «Luciano era una persona serena, buona», ha concluso don Antonio, «auguriamo al nostro fratello di tenere lo sguardo sulla sua famiglia e di dargli la forza per andare avanti». «Caro Luciano ci conosciamo da tanto tempo», ha letto nella missiva scritta appositamente dall’amico don Venenziano, «ci siamo voluti bene e non scorderò il tuo caffè. Continuiamo a volerci bene non ti preoccupare ti ricorderò nelle mie preghiere e spero di trovarti un giorno in paradiso».
Anche una delle figlie ha voluto salutare il suo papà leggendo una lettera: «Ringrazio tutti per l’affetto che ci avete dimostrato in questi giorni», ha detto la figlia, «con la preghiera ti ricorderemo e adesso tutti insieme facciamo un brindisi a questo piccolo grande uomo». (v.m.)
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