Il caso Steffani finisce a Roma: emendamento per la sede
CASTELFRANCO. Un emendamento alla legge finanziaria presentato a Roma da due senatrici del Pd potrebbe “salvare” la sede del Conservatorio Steffani. Il provvedimento non è ancora stato approvato, sarà discusso a breve in commissione Bilancio. A proporlo sono state le senatrici Elena Ferrara, piemontese, e Francesca Puglisi, marchigiana. Si tratta di un emendamento da 6 milioni di euro attraverso il quale verrebbe assegnato l’onere di sostenere economicamente i conservatorio alle Province, con apposito finanziamento. «La situazione del nostro conservatorio», spiega il direttore dello Steffani, Paolo Troncon, «è la stessa in cui versa un’ottantina di conservatori in tutta Italia. Aspettiamo di vedere se questo emendamento sarà approvato prima di intraprendere altre iniziative…». Il problema è la sede centrale, villa Barbarella, di proprietà del conte Degli Azzoni Avogadro. Finora la Provincia di Treviso, pur non essendo obbligata a farlo, ha provveduto alle spese di affitto e utenze. 170 mila euro l’anno. Una sentenza del Consiglio di Stato del maggio 2014 ha escluso dalle competenze e dall’obbligo di pagare le Province. Per questo motivo la Provincia di Treviso ha deciso di pagare fino al 31 dicembre di quest’anno e poi di non pagare più. Dal primo gennaio 2016 dunque lo Steffani potrebbe davvero trovarsi nei guai. Da solo non è in grado di far fronte alle spese per villa Barbarella. Una soluzione ventilata da diverse voci nei mesi scorsi è di individuare una sede definitiva per l’istituto a palazzo Riccati, peraltro vicino all’attuale sede staccata del conservatorio al Chiostro dei Serviti. (d.q.)
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