Il bici-corteo per Maria «Salvate noi ciclisti»

«Finiamo noi il viaggio di Maria»: lo slogan dell’iniziativa solidale che l’associazione trevigiana Fiab - Amici della Bicicletta – ha scelto per ricordare ieri Maria Royas Garcia, colf colombiana invesitta e uccisa il 6 marzo mentre si recava al lavoro con la sua bici.
Una pedalatadimostrativa, estesa a tutti gli amanti delle due ruote e alla cittadinanza per difendere i diritti di chi si muove in bicicletta. In 50 sono partiti dalla stazione di Treviso per giungere sul luogo della tragedia, a Preganziol. Qui il presidente della Fiab, Roberto Pignatiello, ha donato un mazzo di fiori ai familiari della donna. Sul posto, commossa, anche la sorella della vittima. «Siamo davvero grati a tutte queste persone per la solidarietà che ci hanno dimostrato – ha commentato Julian Serrato, figlio di Maria, che ha aderito alla biciclettata accompagnato dal padre e dagli amici – Ho scoperto su internet l'iniziativa, sono rimasto davvero colpito, non me l’aspettavo. Io e papà siamo sportivi, amanti della bici, spesso pedaliamo sul Montello. Chissà che questo gesto dia visibilità ai problemi della sicurezza stradale, spero che sia utile per far cambiare le cose, perché possono e devono cambiare».
«Chiediamo politiche di tutela concreta per la mobilità sostenibile – ha detto Pignatiello – Le nostre strade sono troppo pericolose; sulle più importanti vie d’accesso a Treviso le piste ciclabili sono pressoché inesistenti; spesso, come qui sul Terraglio, si interrompono improvvisamente, senza logica. Le amministrazioni si prendano a cuore il problema, investendo sulla costruzione di ciclabili, varando campagne di sensibilizzazione per gli automobilisti, riducendo i limiti di velocità in centro. E l’ideale sarebbe pedonalizzarlo subito, interamente, una volta poer tutte».
Elena Sbrojavacca
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