Il barista sotto choc: «Voleva ucciderci»

Giuseppe Pinto racconta l’aggressione del pizzaiolo che ha sfondato il bar con l'auto. «Gli avevo rifiutato la terza birra e lo avevo cacciato via»
Il bar distrutto dal'auto
Il bar distrutto dal'auto

CORDIGNANO. «È stato un vero e proprio tentato omicidio». Ieri era ancora sotto choc il gestore del locale preso di mira dal pizzaiolo calabrese. A rischiare la vita, infatti, oltre a lui stesso, Giuseppe Pinto, c’erano altre dieci persone tutte clienti del suo bar, il “Drizze & Scotte”. Giuseppe Pinto, 49 anni, residente a Cordignano, ha avuto un ruolo importante nell’evitare il peggio, affrontando l’aggressore e rimediando anche un paio di cazzotti nell’intento di difendere un po’ tutti.

I vigili del fuoco davanti al locale dopo l'ìincidente
I vigili del fuoco davanti al locale dopo l'ìincidente

Alla fine del caos il 49enne presentava una leggera ferita al volto. Illesa invece la barista follinese Sofia Naccari. Le molestie da parte dell’aggressore non erano una novità. «Era già successo gli anni scorsi che si presentasse nel mio locale visibilmente alterato, molestando e infastidendo i miei clienti e per ben due volte mi aveva costretto a far intervenire i carabinieri» racconta Giuseppe Pinto «lo scorso anno, poi, lo avevo invitato a non frequentare più il bar. Infatti quando venerdì notte si è presentato, dopo la seconda birra mi sono rifiutato di servirlo ancora. Non so cosa abbia fatto scattare la scintilla di follia pura dentro alla sua testa che lo ha portato a minacciare di morte i presenti, scagliarsi con l’auto addosso a ben due locali affollati ed estrarre addirittura un coltello ma sicuramente quest’uomo deve avere dei problemi. Posso solamente ringraziare i giovani di Caorle presenti nel barche hanno mantenuto il sangue freddo».

Il titolare del bar
Il titolare del bar

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