I “No pass” riempiono le piazze trevigiane «Maxi assembramenti, dov’erano i controlli?»

Manifestazioni a Treviso, Castelfranco e Montebelluna, polemica di Pd e Coalizione Civica. E il sindaco Conte torna nel mirino degli anti vaccinisti 
Andrea De Polo
DePolo Castelfranco manifestazione No Vax
DePolo Castelfranco manifestazione No Vax

la protesta

A un certo punto in Piazza dei Signori parte anche un “Padre nostro”, recitato come un coro da stadio dalla folla di persone che contro il Covid dice di non fidarsi della scienza rifiutando mascherine, vaccini, tamponi. Fra le duemila persone della protesta trevigiana di ieri pomeriggio un variegato mosaico di famiglie, liberi professionisti (anche qualche lavoratore della sanità), gruppi preghiera, venetisti con bandiera di San Marco, osservati con perplessità dai trevigiani seduti nei bar del centro. Nemico pubblico numero uno il Green pass, ritenuto lesivo delle libertà individuali, e poi ancora le case farmaceutiche, la politica, i mezzi d’informazione, le aziende sanitarie, come da copione consolidato della galassia “No vax - No mask - No pass” che si è fatta conoscere in questi mesi.

Duemila persone, circa, quelle che hanno affollato il salotto cittadino, ma a centinaia si sono visti anche a Montebelluna e Castelfranco, le altre due piazze scelte per la protesta anti Green pass. Nel capoluogo erano presenti pattuglie dei carabinieri e della polizia locale, senza che ci sia stato bisogno di intervenire. È proprio sulle presenze, però, che si è scatenata la polemica nelle ore successive.

La protesta infatti non era autorizzata, ma forse nessuno si aspettava una partecipazione così massiccia, che ha dato il “la” alle polemiche sul maxi assembramento proprio davanti all’ingresso della Prefettura. «In Piazza dei Signori un assembramento intollerabile» attacca Antonella Tocchetto, consigliera comunale del PD, «è inaccettabile che non sia intervenuto nessuno per chiedere distanziamento e regole. Ho chiamato anche il sindaco Mario Conte chiedendo di sollecitare il prefetto». Anche Gigi Calesso, Coalizione Civica, sulla stessa linea: «Mi chiedo - e soprattutto chiedo al prefetto di Treviso - se la manifestazione No-vax in Piazza dei Signori ha rispettato o meno le normative attualmente in vigore per le iniziative pubbliche, sia pure all’aperto». E ancora: «Io capisco perfino che si possa ritenere di “tollerare” questi comportamenti per non dare argomenti ai farneticatori della “dittatura sanitaria” e della “limitazione della libertà”, ma mi pare che questo “lasciar fare” sia uno schiaffo ai cittadini (la stragrande maggioranza) che ogni giorno rispettano norme anti-Covid anche più gravose, agli operatori economici che hanno investito per mettere a norma aziende e locali».

Il sindaco di Treviso, peraltro, è stato nuovamente preso di mira dal fronte anti vaccinista, che ieri durante la manifestazione ha ripreso a contestarlo online, pubblicando foto dell’evento sul suo profilo Facebook. Mario Conte era già stato attaccato nei giorni scorsi, solo per aver parlato del Green pass. Ieri qualcuno gli ha scritto «lei ha uno stipendio fisso, ma tante persone in Piazza dei Signori protestano perché non hanno i suoi stessi privilegi». —



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