I medici di famiglia denunciano l'Usl 7
Esposto alla Procura e alla Corte dei Conti attraverso il Centro studio difesa del malato: «Sprechi e malasanità negli ospedali di Conegliano e Vittorio». Pesanti accuse: «Errori di somministrazione e pratiche abusive con i farmaci»
CONEGLIANO. Pazienti dimessi dall'ospedale senza che poi vengano loro fornite le medicine, ma anche utilizzo nei reparti di farmaci che gli stessi pazienti o i loro familiari portano da casa. Queste alcune delle pesanti accuse presentate in un esposto dai medici di famiglia e sindacato Snami, alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti. Un esposto potrebbe essere inviato anche al Ministero della salute.
E' la rappresentanza del sindacato dei medici a scagliarsi contro l'azienda sanitaria Ulss 7 di Pieve di Soligo, rivolgendosi al Centro studio difesa del malato di Conegliano. Oltre alla questione farmaci, si contestano diversi problemi, da una parte «prescrizione di esami con forzatura del sistema di esenzione del ticket», come ad esempio per donne in gravidanza, dall'altra «richiesta di esami pre operatori con un improprio esborso di ticket da parte dell'assistito». Il sindacato Snami non punta l'indice solamente verso le strutture ospedaliere di Conegliano e Vittorio Veneto, ma anche verso alcune residenze protette in cui si segnalano «errori di somministrazione, o peggio, che sia stata notata una inconsueta incidenza di broncopolmoniti a seguito di una verosimile inappropriata somministrazione di liquidi a pazienti in stato vegetativo». Si denuncia anche che in certe strutture opererebbe «personale di provenienza straniera al quale, pur con una conoscenza approssimativa dell'italiano, viene affidato il compito di somministrare terapie farmacologiche».
L'esposto è stato presentato sia alla Procura della Repubblica che alla Corte dei conti, attraverso l'assistenza legale dell'avvocato coneglianese Nicola Todeschini. Non è escluso che possa essere inviata comunicazione anche al Ministero della salute. Tra le pratiche definite «abusive», quella relativa ai medicinali. «Il 95% dei pazienti viene dimesso senza la fornitura dei farmaci - si sostiene nell'esposto -, contrariamente alla delibera del 2002 dell'Ulss 7, ed agli impegni assunti con i medici di famiglia». Secondo il protocollo i farmaci dovrebbero essere forniti dagli ospedali per un il mese successivo al ricovero. «Negli ospedali di Conegliano e Vittorio - si aggiunge nell'esposto - è divenuta prassi corrente chiedere ai pazienti ricoverati di portare con sé da casa i medicinali». Così l'utente paga a prezzo pieno dei farmaci, mentre gli dovrebbero essere forniti dal sistema ospedaliero, che lì può acquistare al 50%. «Questo si traduce in un enorme spreco di denaro pubblico e privato - continua l'esposto -, è doveroso comprendere se questa procedura non regolare abbia determinato vantaggi o utili per un singolo soggetto». Queste varie disfunzioni sarebbero in passato state segnalate alle direzioni sanitarie, da cui sarebbero partite inchieste interne. I medici di famiglia ed il sindacato Snami hanno così voluto scoprire il velo su determinate situazioni, in difesa e tutela dei malati. Ora spetta alla magistratura scoprire il fondamento delle accuse, se sono passibili dell'avvio di procedimenti, anche penali.
Argomenti:sanità
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