Grave colpo di calore, settantenne vittoriese finisce in rianimazione
La donna si è sentita male mentre era al parco con un'amica. All’arrivo al pronto soccorso di Conegliano aveva 42 gradi di temperatura corporea

Nella serata di lunedì 22 giugno una settantenne vittoriese è stata ricoverata all’ospedale di Conegliano a seguito di un colpo di calore. Le condizioni della signora sono gravi ed è stata ricoverata in rianimazione in prognosi riservata. L’allarme è scattato verso le 18.30.
Ad allertare il 118 è stata un’amica dell’anziana che, stando ad una prima ricostruzione, era seduta con lei da qualche ora in un parco pubblico. A un certo punto la settantenne si è accasciata e l’amica ha chiamato i soccorsi: sul posto è immediatamente intervenuto il Suem che, vista la gravità delle condizioni l’ha immediatamente portata direttamente al pronto soccorso di Conegliano, dove i medici, all’arrivo, le hanno riscontrato una temperatura corporea di 42°.
I consigli dell’Ulss
«Si raccomanda a tutti, anche alla luce di questo episodio, di seguire con attenzione alcune regole basilari in questi giorni di grande caldo» scrive l’azienda sanitaria. «Occorre evitare le ore critiche. Cosa non fare: Non uscire, non fare attività fisica e non frequentare parchi o aree all'aperto nelle ore più calde della giornata, indicativamente dalle 11 alle 18. Il verde dei parchi rinfresca l'aria, ma se l'umidità è alta e la temperatura supera i 35°C, il rischio colpo di calore resta altissimo anche all'ombra».
L’idratazione
«Occorre bere anche se non si ha sete» scrive l’Ulss, «e l’idratazione deve essere costante. Occorre bere almeno 2 litri di acqua al giorno. Gli anziani perdono lo stimolo della sete; vanno idratati a scadenze regolari. Cosa evitare: Limitare bevande gassate, zuccherate, troppo fredde e, soprattutto, gli alcolici (che aumentano la disidratazione e alterano la termoregolazione)» conclude l’Ulss.
L’abbigliamento e i pasti
«Se proprio si deve uscire (solo nelle ore fresche)», suggerisce l’Ulss «occorre indossare abiti leggeri, chiari, di fibre naturali (cotone, lino) per facilitare la traspirazione. Servono sempre cappello leggero a tesa larga e occhiali da sole. L’alimentazione deve essere leggera, privilegiare cibi freschi, digeribili e ricchi d'acqua: frutta e verdura di stagione (fanno recuperare i sali minerali persi con il sudore). Evitare pasti abbondanti» scrive l’Ulss, «ricchi di grassi o piccanti, che aumentano la produzione di calore corporeo durante la digestione».
Gli ambienti
«Occorre rinfrescare gli ambienti. Chiudere le finestre e abbassare le tapparelle durante il giorno; spalancarle la sera o la notte per far circolare l'aria» scrive l’Ulss «l’aria condizionata va regolata in modo che la temperatura interna non sia mai inferiore di oltre 6-7°C rispetto a quella esterna per evitare sbalzi termici».
Si aggiunge poi: «I ventilatori non vanno indirizzati direttamente sul corpo se la temperatura ambientale supera i 32-35°C, perché rischiano di disidratare ancora di più senza rinfrescare. Attenzione ai farmaci e alle categorie fragili. Chi assume farmaci (soprattutto diuretici, per la pressione o psicofarmaci) non deve mai sospendere o cambiare la terapia autonomamente, ma consultare il medico. Tenere d'occhio i vicini di casa anziani o soli e monitorare costantemente i piccoli» conclude l’Ulss.
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