Gorgo, per 22 famiglie rientro a casa a sette mesi dal rogo

Era il 20 dicembre quando il condominio fu evacuato. Ora il ritorno alla normalità per i residenti di via Petrarca, ma per due nuclei l’incubo continua

GORGO. Sono trascorsi più di sette mesi da quella tragica notte del 20 dicembre quando, in pieno centro a Gorgo, prese fuoco un condominio. Ventiquattro le famiglie che hanno dovuto lasciare la loro casa, proprio a ridosso del Natale. E la loro epopea sta per terminare solo oggi.

Giovedì 30 luglio è stato dato il via libera per l’abitabilità, a esclusione delle due mansarde andate distrutte durante l’incendio. Ben 22 nuclei familiari su 24 potranno fare ritorno nelle loro case. Quella del 20 dicembre fu una notte di paura, che costrinse molte famiglie a chiedere asilo ad amici e parenti. A causare l’incendio, che richiese l’intervento di ben otto squadre di vigili del fuoco, fu un malfunzionamento della canna fumaria presente nel tetto ventilato.

«Ero in casa al momento del disastro ma non mi ero accorto subito della gravità della situazione», racconta Nicola Bressan, 38 anni. L’uomo, con la moglie e i due gemellini di un anno e mezzo, da quel giorno ha dovuto lasciare la propria casa, la sola delle tre mansarde che non è andata distrutta, per trasferirsi da parenti. Sono stati mesi difficili per gli abitanti del condominio di via Petrarca anche a causa della burocrazia che ha rallentato l’andamento dei lavori.

Sulla vicenda è stata aperta un’indagine penale d’ufficio e solo a febbraio il perito incaricato dal tribunale ha potuto fare le dovute verifiche, consentendo così il rilascio dell’immobile, finora sotto sequestro. Ma l’odissea era solo agli esordi dato il successivo periodo di lockdown durante il quale alcuni lavori sono stati fermati.

«Non sono in grado di dire un numero esatto ma i danni stimati ammontano a circa un milione di euro, una cifra molto pesante», continua il condomino. Il grosso delle operazioni si sono suddivise in due interventi principali. Il primo ha avuto ad oggetto la copertura provvisoria del tetto, mentre il secondo è stato teso ai lavori di bonifica e assegnato a una società che lavora in cessione del credito. Per il momento sembra che l’assicurazione possa provvedere al grosso delle spese necessarie per la messa in sicurezza. Mettendo da parte le questioni di natura economica, la speranza di tutte queste famiglie è di poter chiudere per sempre questo capitolo. 


 

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